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Approvato il nuovo statuto della Fondazione Luigi Pecci
L’assemblea dei soci ha approvato a maggioranza, contrario il Comune di Prato, due modifiche rispetto al testo licenziato dal cda del museo, l’aggiunta di “Luigi Pecci” al nome della fondazione e la nomina di due suoi rappresentanti invece di uno nel cda della fondazione
PRATO. Nel tardo pomeriggio di mercoledì 8 aprile l’assemblea dei soci dell’Associazione Centro Pecci ha approvato a maggioranza il nuovo statuto della “Fondazione Luigi Pecci per le arti contemporanee in toscana”. . La fondazione “di partecipazione”, ha due soli soci ” fondatori promotori”, il Comune di Prato e l’Associazione Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, che dal 1988 gestisce il museo donato alla città dal cavaliere del lavoro Enrico Pecci.
Il passaggio della gestione dall’associazione alla fondazione è stato deciso per affrontare con un assetto giuridico e gestionale più adeguato il nuovo museo, con una superficie raddoppiata, che sarà aperto però non prima di aprile 2016. L’assemblea dei soci, presieduta dal sindaco Matteo Biffoni con l’assessore alla cultura Simone Mangani, ha approvato a maggioranza, contrario il Comune, due modifiche rispetto al testo licenziato dal cda del museo, l’aggiunta di “Luigi Pecci” al nome della fondazione e la nomina di due suoi rappresentanti invece di uno nel cda della fondazione.
Per finanziare la gestione del museo non vengono elencate cifre o quote da versare da parte dei “Fondatori Promotori”, nè dalle altre due eventuali categorie di soci della fondazione, ovvero Fondatori e Sostenitori, perché dette quote saranno stabilite dal cda della fondazione. Ed ecco gli organi, il Collegio dei fondatori, ovvero il rappresentante del comune e dell’associazione Centro Luigi Pecci, mentre il presidente del cda, sarà nominato dal sindaco fra i 4 membri indicati dal comune di Prato nel cda stesso. Detto consiglio, in carica per 3 anni, è formato da 5 a 7 membri e cioè oltre ai 4 del comune, anche due indicati dall’associazione Centro Pecci, e se ci sono soci sostenitori come per esempio la regione, altri due membri. Se ci sono altri fondatori e o sostenitori , spetta loro altri membri ma in ogni caso il cda non può avere più di 9 membri. E il cda nomina il direttore che non solo cura la programmazione, ma predispone anche il bilancio. La cda però nomina anche il segretario della fondazione, che collabora con il direttore, così come indica la commissione scientifica per fornire pareri sull’attività culturale e per ultimo il revisore legale per i bilanci etc. In caso di estinzione della fondazione, tutto il patrimonio sarà devoluto al Comune di Prato.
Oggi pomeriggio, giovedì 9 aprile, lo statuto della nuova fondazione verrà votato in consiglio comunale, ma mercoledì 8 in commissione è stato approvato il testo originario votato dal cda, quindi senza il nome Luigi Pecci e con un solo consigliere in rappresentanza dell’associazione.
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