Il Tirreno

Prato

lavoro

Tensione alla Food Italia tra lavoratori e proprietà

Barbara Burzi
Il presidio davanti alla Food Italia
◗
Il presidio davanti alla Food Italia

Nell’azienda alimentare si sono complicate le relazioni sindacali Sciopero per problemi economici ma anche per i diritti delle lavoratrici-madri

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Ci sono problemi economici e di relazioni sindacali alla base dello sciopero dei lavoratori dell’azienda alimentare Food Italia (Compagnia Italiana Alimentari spa)proclamato dalle categorie di settore delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Un pacchetto di 12 ore che si svilupperà con la sospensione dal lavoro della prima ora di servizio di ogni turno: mattina (6-12), pomeriggio (12-18), sera (18-24). Alcuni di quelli che vi hanno aderito si sono fermati fuori dai cancelli dell’edificio di via Facibeni dando vita a un presidio di protesta contro la decisione della proprietà di decurtare la maggiorazione erogata su prestazioni di lavoro notturno. Ma quella dei trattamenti economici è solo una delle questioni irrisolte su cui non è stato trovato un punto di incontro tra le ragioni delle parti.

«Nel ‘97 l’azienda aveva concordato una maggiorazione del lavoro notturno del 50% - spiega un rappresentante della Rsu – ma improvvisamente, dal primo gennaio del 2014, la maggiorazione è scesa al 30%. Un taglio che è stato giustificato dicendo che fino a quel momento era stato fatto un errore dal consulente. Un errore che si è perpetuato per cinque anni perché l’attuale proprietà ha rilevato l’azienda nel 2007. Com’è possibile?».

Prima di allora non era mai stata messa in discussione la maggiorazione oraria del lavoro notturno anche perché dal 2009 i dipendenti sono passati da cinque a sei giorni di lavoro settimanali. «Siamo convinti che non vi sia alcun errore - dichiara Manuela Marigolli, segretaria della categoria per la Cgil - non è possibile perché i dipendenti di questa azienda lavorano su turni dal ‘97, nel frattempo ci sono state due cessioni che ad ogni passaggio hanno ribadito le condizioni precedenti e rinnovato contratti. Quale consulente (che tra l’altro si è dissociato) potrebbe aver fatto uno sbaglio simile?». «La controparte datoriale ha dichiarato sulla stampa che le cose vanno bene e non ci sono problemi finanziari - aggiunge Udirica Fabbri di Fai Cisl Firenze-Prato – pertanto non vediamo motivo per cui debbano essere tolti soldi ai lavoratori».

Tra le questioni non economiche, ma altrettanto gravi c’è «la negazione del diritto contrattuale delle lavoratrici madri di figli con età inferiore ai tre anni di essere esonerate dal lavoro dopo le 22». «A alle lavoratrici madri sono state accomunate anche le categorie protette - fa sapere il sindacato interno - contribuendo a creare un clima aziendale tutt’altro che positivo iniziato nel 2007 con il cambio di proprietà. Non viene più riconosciuto il ruolo delle Rsu e la saletta ristoro è stata ridotta a un distributore di bevande: non è più possibile consumare pasti all’interno del perimetro aziendale». «Altra cosa grave - aggiunge Marigolli – è che non vengono mai fatte le comunicazioni obbligatorie per il ricorso al lavoro in somministrazione. Ci risulta che lavoratori interinali siano stati utilizzati anche per sostituire i lavoratori in sciopero». Ai 93 dipendenti va aggiunta “una percentuale fissa - dice la Rsu - di circa il 15 per cento di interinali con picchi anche del 30” Quello di stamani è il secondo sciopero nel corso dell’ultimo anno e il terzo con l’attuale controparte datoriale. L’ultimo risale all’aprile dell’anno scorso e si è concluso con un accordo».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web