Il presidio
Polo universitario, in arrivo la mensa
Dal prossimo anno il servizio sarà attivo. Gestione affidata a una multinazionale della ristorazione
PRATO. Dal prossimo anno accademico, quindi a settembre, gli studenti del Pin potranno avranno a disposizione anche il servizio mensa. Il bando si è chiuso l' 11 marzo, ha partecipato solo Elior un gruppo multinazionale specializzato nella ristorazione, la sede potrebbe essere in via Magnolfi 54, nei locali occupati dalla taverna Matilda. Il bando prevedeva che l'appalto avesse una durata di 96 mesi dal momento dell'aggiudicazione per un valore di 1 milione e 288.320 euro con una durata di 8 anni per un numero stimato di 26.400 pasti all'anno. Il bando specifica che gli eventuali locali da adibire a mensa universitaria devono essere situati a una distanza massima di 1,5 km dalla sede del polo universitario, con percorso pedonale. Devono inoltre essere garantiti almeno 30 posti a sedere. Il fondo di via Magnolfi, quindi, potrebbe essere perfetto, visto che accoglieva un ristorante. Da elior fanno sapere che «il Gruppo ha partecipato al bando di gara per l'aggiudicazione del servizio di ristorazione per il Polo Universitario di Prato. Ad oggi, però, non è arrivata ancora la convocazione per l'apertura delle buste e dunque non conosciamo ancora l'esito della gara». Niente quindi si sa sulla gestione del servizio e se potrebbe portare a nuove assunzioni sul territorio. Contemporaneamente l'amministrazione comunale, in collaborazione con l'ufficio dei diritti dello studente, sta organizzando una sorta di protocollo con i privati per creare sistemazioni alloggiative per gli studenti. «Abbiamo avuto oltre 25 domande - spiega l'assessore al commercio Daniela Toccafondi - non solo per l'affitto di stanze, ma di palazzine intere. Abbiamo anche richieste da parte di aziende che sono in prossimità della cinta muraria a trasformare i capannoni in alloggi. Per questo ci chiedono il cambio di destinazione di uso». Un progetto ancora in divenire, ma che unito alla mensa potrebbe dare un' offerta interessante di servizi agli studenti. L'idea della amministrazione è anche di mantenere i prezzi degli affitti bassi e dare nuovi spazi agli studenti.
«Tra le specifiche richieste - continua Toccafondi - anche quella di una stanza in comune dove poter far studiare i ragazzi anche di altre università. Per questo le strutture si devono trovare in prossimità del centro». Intanto gli iscritti ai corsi del Pin sono 1200 di cui il 20% vengono da fuori regione soprattutto per frequentare il Progeas, i laboratori attivi sono 25 di cui quello di meccanica è diventato uno spinn-off, nonostante la drastica riduzione dei contributi pubblici. «A conti fatti - spiega il presidente Maurizio Fioravanti - tra le riduzioni economiche della Camera di Commercio, della Provincia e di Asl rispetto agli altri anni mancano 150 mila euro. Grazie alla collaborazione con i privati siamo riusciti ad andare avanti ma la funzione degli enti pubblici è fondamentale per garantire l'equilibrio fra le parti». Fioravanti è anche preoccupato per il bilancio del Pin: 80 mila euro sono serviti per pagare l'Irap.«Questo dato deve far riflettere sul senso di questa imposta». (al. ag.)
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