Il Tirreno

Prato

In fiamme magazzino di pezze sequestrate

In fiamme magazzino di pezze sequestrate

Due muratori salvi per miracolo. Si erano calati all’interno dal tetto per spegnere il fuoco e sono rimasti bloccati dentro

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PRATO. Sul tetto il vento aveva divelto un lucernario in plastica di circa 4 metri. E due muratori di una ditta edile erano saliti, su incarico del titolare, per vedere quale fosse la situazione. Erano passati dall'esterno perché il capannone non poteva essere aperto: all'interno c'erano pezze e materie prime sequestrate durante un'operazione della Guardia di finanza e vendute all'asta circa un mese fa dall'Istituto per le vendite giudiziarie di Prato. Sembra che gli acquirenti dovessero cominciare a ritirarle un po’ per volta.

Erano da poco trascorse le 16 quando un grosso incendio si è sviluppato nel capannone di via Onorio Vannucchi nella zona industriale di Prato. I due muratori sono salvi per miracolo. Nel tentativo di domare l'incendio,in base alle prime testimonianze raccolte causato dalle scintille di un saldatore , si erano infatti buttati dentro e, a causa delle porte sigillate, non riuscivano a uscire. A salvarli dalle fiamme gli operai di un'azienda vicina che, sentite le grida, hanno sfondato le porte "caricandole" con i muletti. L'enorme colonna di fumo era visibile da gran parte della città. All'interno del capannone, di proprietà dell'immobiliare Marila, e in seguito affittato a imprenditori cinesi, erano stoccate pezze sequestrate nel corso degli ultimi tempi ad aziende cinesi. Un alimentatore indomabile tanto che le fiamme in pochi minuti hanno avvolto tutto il capannone e per lunghe ore i vigili del fuoco hanno lavorato solo per evitare che si propagasse ai magazzini vicini.

«Ci siamo accorti che qualcuno era rimasto dentro - ha raccontato Federico, uno dei lavoratori dell'azienda adiacente - e insieme ai miei compagni abbiamo preso un muletto e abbiamo forzato la porta. Siamo riusciti a farli uscire». Uno dei muratori, con una lieve intossicazione, è stato soccorso da un'ambulanza della Croce d'oro e trasportato all'ospedale Santo Stefano.

La densa colonna di fumo nero visibile da tutto il territorio della provincia è stata trasportata dal vento in direzione delle Badie, di Mezzana e della Querce, ma è probabile che sia arrivata fino a Calenzano.

In seguito all'incendio che ha continuato a bruciare per molte ore è stata chiusa via Vannucchi e il traffico deviato. La polizia municipale raccomanda di percorrere strade alternative cercando di non insistere su via delle Fonti per permettere il passaggio dei mezzi di soccorso. Tra le aziende che hanno rischiato di prendere fuoco anche la New Track perseguitata dalle fiamme: nell'agosto del 2013 bruciò a causa di un incendio che si era sprigionato da un'azienda vicina. Lo sgomento era moltissimo tra gli imprenditori che lavorano nella zona. «Sono più di due anni che quel capannone è inaccessibile e cio nonostante nei mesi scorsi i ladri avevano provato a forzare i sigilli per entrare».

«Se la gestione fosse stata affidata alla proprietà probabilmente adesso non saremmo a rischiare di perdere tutto», spiegavano in preda alla disperazione mentre il capannone aveva al suo interno una palla di fiamme che sembravano destinate a non spengersi mai nonostante l’intervento di decine di vigili del fuoco arrivati anche dalle province vicine.

Paolo Nencioni

Ilenia Reali

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