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Il business dei rifiuti speciali in mano a "spazzini" abusivi

Cristina Orsini
I sacchi con gli scarti delle lavorazioni abbandonati in via Marconi
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I sacchi con gli scarti delle lavorazioni abbandonati in via Marconi

C'è chi a  bordo di furgoncini si offre di smaltire gli scarti di lavorazione delle confezioni a prezzi concorrenziali: 50 centesimi invece di 3,70 euro a sacco. Ma i rifiuti finiscono nei campi, per strada e lungo gli argini e il Comune di Prato corre ai ripari con una task force

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PRATO. Aumentano ogni giorno. Sono le discariche abusive lungo strade secondarie e argini dove vengono scaricati decine e decine di sacchi di scarti di lavorazione del tessile e non solo. Se prima si trattava di episodi sporadici, negli ultimi tempi le discariche abusive sono diventate una consuetudine.

Talmente tante che l’ufficio dell’assessore all’Ambiente Filippo Alessi ha dato mandato ad Asm di “mapparle”. Il risultato è clamoroso: sono 55 i punti nei quali il personale di Asm con frequenza è chiamato a intervenire. Due sono le discariche a cielo aperto nella circoscrizione nord, 18 in quella sud; 6 nei Macrolotti uno e di Iolo; 10 nel Macrolotto due; 17 nella circoscrizione ovest e 5 in quella est. Insomma un’invasione di rifiuti che aumenta e aumenta e aumenta.

Un perché a tutto questo c’è. «Si tratta - spiega l’assessore Alessi - di una sorta di nuovo mini business nello smaltimento dei rifiuti speciali». Un passo indietro: i rifiuti speciali - quelli deassimilati - hanno un percorso di smaltimento autonomo, non seguono quindi le regole dettate da Asm ma passano attraverso un mercato privato i cui costi aumentano in continuazione: smaltire un sacco di “speciali” può costare fino a 3, 70 euro. Tanto, dunque.

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Ed è probabilmente per questo che qualcuno si è inventato un mestiere: quello di raccoglitore abusivo di rifiuti speciali, insomma spazzini abusivi. «Ci sono personaggi - spiega il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli - che con i furgoncini passsano nelle aziende, in particolari quelle che operano nel settore delle confezioni, e si offrono di smaltire e sacchi di residui della produzione a prezzi concorrenziali».

Per ogni sacco di scarti tessili il costo si aggira tra un euro e 50 centesimi. Una volta raccolti i sacchi vengono smaltiti nella maniera più semplice: abbandonandoli lungo le strade secondarie, nei campi o sugli argini del Bisenzio. Ecco perché le discariche a cielo aperto sono sempre più numerose e con carichi sempre più consistenti.

La polizia municipale (la squadra ambientale è composta da 4 uomini) usa le trappole fotografiche: «Ne abbiamo installate cinque - prosegue Pasquinelli - nei punti più frequentati». E qualcuno è stato “pizzicato”:spazzini abusivi albanesi segnalati alla procura della Repubblica e il cui furgone è finito sotto sequestro. Ma non è sufficiente: la città è grande, il fenomeno aumenta e gli appostamenti notturni si fanno ma non sempre con risultati.

Ed è il sindaco Matteo Biffoni, nonchè presidente della Provincia, a correre ai ripari. Ha chiamato a raccolta la polizia provinciale (11 uomini) che da qui in avanti, oltre a occuparsi di reati inerenti la caccia, avranno anche il compito di lavorare in sinergia con la polizia municipale per creare un nucleo forte di polizia ambientale anti discariche abusive.

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