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Prato

lotta all'illegalità

Aldo Milone: "I prodotti cinesi finiscono nei supermercati?"

Aldo Milone, capogruppo di Prato libera e sicura, in piedi durante una seduta del consiglio comunale
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Aldo Milone, capogruppo di Prato libera e sicura, in piedi durante una seduta del consiglio comunale

Il capogruppo di Prato libera e sicura ha presentato un'interrogazione per sapere se gli ortaggi coltivati nei campi pratesi, con sementi non certificate, sono venduti anche nella grande distribuzione

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PRATO. Il capogruppo di Prato libera e sicura Aldo Milone interviene sulle ultime novità relative alla comunità cinese.

"Leggendo i quotidiani locali e anche qualche nazionale, vedasi Corriere della Sera, ritorna di nuovo a galla il problema della comunità cinese a Prato. Un problema che alcuni ancora giustificano considerandolo non come un fatto negativo ma come una risorsa bendandosi gli occhi di fronte a tutto ciò che viene svolto in maniera illegale in questa città. Ritornando alla lettura dei giornali, risalta un altro nuovo filone, forse nuovo non lo è proprio perchè affrontato già in passato, che riguarda la conquista dei terreni agricoli. Sarà forse il nuovo business dei cinesi? Coltivano di tutto, anche marijuana, come dimostra l'operazione dei Carabinieri di Prato. Però la cosa che diventa pericolosa è la coltivazione di ortaggi che avviene attraverso l'importazione delle sementi dalla Cina e non certificate dalla Unione Europea. Pericolosa perchè questi prodotti rischiano di essere venduti anche in supermercati italiani e quindi acquistati da concittadini con un grosso rischio per la salute (e in merito Milone ha presentato un'interrogazione in consiglio comunale, ndr). Poi si ritorna a parlare dell'evasione della tassa dei rifiuti con una grossa percentuale presente nella comunità orientale. In questo caso, forse è stato leggermente sottovalutato un particolare, non c'è solo la mancata riscossione che viene recuperata ingiustamente spalmandola sui cittadini "virtuosi", ma lo smaltimento di tutti quei rifiuti che vengono rinvenuti in varie zone della città sotto forma di sacchi neri pieni di scarti tessili. Un'operazione che all'Asm costa non pochi euro".

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"Sempre su un quotidiano locale - prosegue Milone - abbiamo letto di un titolare di una ditta cinese che presso la Camera di Commercio risulta avere la sede presso il capannone di un pratese a sua insaputa. Si potrebbero raccontarne ancora tante come quel piccolo artigiano, sempre notizia di stamane, a cui viene negato un piccolo prestito per continuare la sua attività mentre in passato sono stati dati mutui per centinaia di migliaia di euro a cittadini cinesi con redditi da pensionati sociali. E come ultima notizia c'è la probabile visita a Prato di Papa Francesco per incontrare la comunità cinese. E mi fermo quì per non aggiungere altro. Domani in Provincia c'è il rapporto dell'Irpet sul rilievo economico delle aziende cinesi del distretto. Sicuramente sarà un rapporto che farà di tutto per farci credere quanto sia positivo questo insediamento. A questo punto sono curioso di vedere come sarà la Prato di Biffoni tra 10 anni, quella proiettata in Europa, come affermava in campagna elettorale, o verso la Cina?"

 

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