Il presidio
«Dammi i soldi o non rivedrai tua figlia»
La denuncia di una donna di Montemurlo che dice di essere stata pesantemente minacciata nel piazzale Ebensee
PRATO. «Hanno preso mia figlia per costringere la mia compagna a consegnare i soldi che aveva nel portafoglio». La denuncia arriva da un uomo residente a Montemurlo, che racconta un episodio accaduto nella mattinata di venerdì nel parcheggio di piazzale Ebensee, quello del vecchio ospedale, ma al momento la polizia municipale non ha trovato riscontri e dunque si tratta di un racconto ancora tutto da verificare. Omettiamo i nomi dei protagonisti per tutelare la figlia minore.
L'uomo, residente a Oste, racconta la sequenza dei fatti così come gli è stata riferita dalla donna ed è un racconto pieno di particolari. «Abbiamo una bambina di 11 mesi che deve frequentare il Centro socio-sanitario Giovannini perché è nata prematura. Venerdì mattina la mia compagna ha parcheggiato nel piazzale Ebensee e quando è tornata alla macchina con la bambina è stata seguita da tre persone, due uomini e una donna, ben vestiti. I due uomini si sono fermati a una certa distanza, mentre la donna si è avvicinata e ha chiesto alla mia compagna se le dava la bambina. Lei naturalmente ha detto di no e allora l'altra gliel'ha letteralmente strappata dalle braccia e le ha detto: "Dammi tutto quello che hai, altrimenti non la vedi più". La mia compagna ha preso il borsellino e le ha dato 50 euro, ma la donna non voleva renderle la bambina. Solo quando la mia compagna si è messa a urlare ha mollato la bambina e si è allontanata a piedi insieme ai due uomini».
Pochi minuti dopo la madre della piccola è andata al comando della polizia municipale in piazza dei Macelli e ha raccontato la sua storia. Personale in borghese della Municipale ha fatto un sopralluogo al parcheggio e il compagno della donna sostiene che è stato trovato un parcheggiatore abusivo italiano che avrebbe sentito le urla e visto allontanarsi le tre persone, ma anche questo particolare non viene confermato in questi termini dalla Municipale. Dal comando fanno sapere che sono in corso accertamenti e al momento non è stato rintracciato alcun sospetto.
«Alla fine è andata bene - dice il compagno della donna, seduto nella cucina della sua abitazione di Oste - Quello che mi fa rabbia è che abbiano messo le mani sulla mia bambina».
Se l’episodio troverà qualche riscontro grazie alle indagini della polizia municipale sarebbe ovviamente un fatto gravissimo, soprattutto perché ci sarebbe andata di mezzo una bambina di appena 11 mesi, la cui unica fortuna, al momento è che probabilmente non si è resa conto di quello che è accaduto.
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