Il Tirreno

Prato

Sono arrivati i trenta militari anti-terrorismo

I militari della Folgore alla stazione del Serraglio (foto Batavia)
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I militari della Folgore alla stazione del Serraglio (foto Batavia)

Prato, mitragliatrici e giubbotti anti-proiettile, i parà della Folgore hanno cominciato subito a presidiare la zona del Serraglio

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PRATO. Arrivano i nostri. Anzi, sono già arrivati e si sono subito messi all'opera pattugliando la zona della stazione del Serraglio. Sono trenta i militari che da sabato 14 e fino al 30 giugno verranno destinati a presidiare gli obiettivi sensibili contro il terrorismo. I soldati non hanno dovuto fare molta strada, anzi il loro viaggio è stato decisamente breve: infatti, appartengono al 183° Reggimento paracadutisti Nembo della brigata Folgore di Pistoia. Terrorismo o meno, sicuramente la loro presenza in una zona calda come quella del Serraglio già ieri ha dato ai cittadini una sensazione di sicurezza anche contro la misera micro-criminalità, quella che magari non attenta la vita, ma è ugualmente pericolosa per la convivenza civile.

Ricordiamo che l'assegnazione dei militari a Prato è voluta del ministero dell'Interno, alla stregua delle altre principali città italiane, per far fronte alle minacce dell'Isis e dello stato islamico. Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha definito le modalità di impiego del personale militare messo a disposizione, destinandolo al controllo di alcuni obiettivi sensibili; le sei pattuglie giornaliere verranno impiegate nell’arco delle 24 ore per il controllo delle stazioni ferroviarie di Prato e dei principali luoghi di culto ed opereranno con mezzo mobile dell’esercito, radiocollegato con le forze di polizia, lungo percorsi prestabiliti.

I parà della Folgore sono ben armati, molto più dei loro colleghi che partecipavano alle ronde insieme alle forze dell'ordine per la sicurezza della città. Sono dotati di armi automatiche a canna lunga, fucili mitragliatori e giubbotti antiproiettile, come i militari che siamo abituati a vedere davanti alle sinagoghe o alle ambasciate americane. Non staranno fermi davanti alla stazione o a una chiesa e potranno fermare i passanti sospetti per chiedere documenti. In caso di emergenza chiameranno polizia o carabinieri di rinforzo.

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