Il Tirreno

Prato

Tintoria “inattiva” fallisce con un milione di gas da pagare

Ilenia Reali
Tintoria “inattiva” fallisce con un milione di gas da pagare

Prima istanza di fallimento per un’azienda di nobilitazione gestita da cinesi. E’ una società individuale e a chiedere il conto è l’Eni per le forniture di energia

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PRATO. Il Tribunale di Prato ha dichiarato il fallimento della prima tintoria gestita da imprenditori cinesi, la tintoria Alessia. Della società, un’impresa individuale è titolare la signora Ye Xiaoyu detta Alessia. L’azienda che risulta, in Camera di commercio, con attività sospesa ha la sede legale nello studio del ragioniere commercialista Sauro Novanzi in via Pistoiese.

Una tintoria che in città nessuno sembra conoscere e che anche gli stessi professionisti che la seguono, sentiti a telefono, definiscono come società inattiva.

Una società a cui, in base alle informazioni raccolte doveva avviare l’attività per prendere in affitto un ramo di azienda di un’altra tintoria: progetto sfumato perché poi, pare per non aver avuto le necessarie autorizzazioni, il contratto non è stato firmato.

A presentare l’istanza di fallimento nel novembre del 2014 è stata però la società Eni spa vantando crediti per oltre un milione di euro. Crediti legati a “continue forniture di gas” consegnate in via Inghirami 15, indirizzo della tintoria quasi fantasma, la “Alessia”.

In via Inghirami c’è però un’altra tintoria, quella con cui si doveva concretizzare l’affitto, ben più conosciuta: è la Superlativa, la tintoria nata al posto della storica pratese Ellefinish. Una tintoria che ai tempi del passaggio di proprietà, era il 2010, fece molto parlare di sè e che addirittura nel giugno 2013 fu protagonista di ampi servizi (anche video) perché aveva accettato due giovani stagisti del Buzzi. Un esempio di integrazione, si disse.

Se i pratesi conoscono bene la tintoria Superlativa anche la signora Alessia la conosce bene per almeno due motivi: il primo è che il marito Huang Chunhui ne è il socio accomandante, il secondo perché nel 2013, Alessia Ye Xiaoyu, come persona fisica - e non come società individuale - divenne la titolare di un contratto di affitto di ramo di azienda e fu proprio lei a raccontare al Tirreno la storia della “sua” azienda.

Un affitto che è andato avanti dal 5 giugno del 2012 al 4 dicembre del 2013 data in cui il socio del marito, Hu Sichao, interrompe l’affitto premurandosi di scrivere che “tutti i crediti e debiti, e genericamente le attività e passività esistenti per i rapporti sorti durante il periodo di affitto del ramo di azienda restano esclusivamente a favore e a carico della signora Alessia Ye Xiaoyu”.

Più o meno si tratta del periodo in cui Eni consegnava il gas in via Inghirami 15.

 

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