Meteo
Dagomari, giovedì il ritorno sui banchi
Situazione difficile alla materna Campino per un albero “appoggiato al tetto”: oggi l’intervento
PRATO. Istituto “Dagomari”, the day after. Metri e metri di lamiera tagliente, grondaie di rame per terra, siepi divelte e fogli ingialliti svolazzanti sul cortile della scuola, alcuni impigliati fra i rami.
Affiorano pagelle, compiti in classe, vecchi registri di professori: ricordi preziosi di un tempo che fu in quella scuola volati per aria.
«Era materiale che avremmo dovuto smaltire e il vento se l’è portato via», confessa il direttore dei servizi amministrativi Oreste Messina mentre sigilla a chiave il portone dell’istituto.
I tecnici della Provincia sono andati via da poco, la ditta chiamata a riparare il tetto ha già fatto il sopralluogo. «Le lezioni riprenderanno regolarmente giovedì prossimo – fa sapere Messina - Ci hanno detto che i lavori di ripristino della copertura possono andare avanti anche con la piattaforma sul tetto. Occorre inoltre ripulire tutta l’area».
Così, nel pomeriggio di ieri, sul sito dell’istituto è comparso l’avviso sulla riapertura della scuola prevista per il 12 marzo. Al “Dagomari” le scene del dopo bufera raccontano una scuola “bombardata” con l’ultimo piano inagibile, quello a ridosso del tetto di lamiera volato via. E’ l’unica struttura del polo di via Reggiana messa letteralmente in ginocchio dai danni del meteo.
Diverso il copione che hanno vissuto gli altri due istituti confinanti che invece riapriranno lunedì, col “Gramsci-Keynes” rimasto quasi indenne mentre il “Datini” ha riportato danni strutturali alla palestra che resterà inutilizzabile per un bel po’ (forse per un mee).
Ma al tecnico-commerciale che forma ragionieri e programmatori poteva finire peggio. E’ quel che hanno temuto per un attimo Marco Meucci e Paola Fabbri, gestori della mensa e del bar interno: quando la copertura si è staccata dall’edificio, intorno alle 6.40, la coppia era alla prese con la preparazione dei panini.
«Inizialmente – raccontano - si pensava al terremoto, poi abbiamo alzato gli occhi in cielo e ci siamo accorti che il tetto era volato via. Il primo impulso è stato quello di chiamare le forze dell’ordine e la protezione civile ma il fatto è che alle 7.30 fuori dalla scuola c’erano già tanti ragazzi, ignari dell’ordinanza comunale che è arrivata dopo. Abbiamo avuto paura che potessero farsi male».
Analizzando invece la situazione negli edifici scolastici di altro ordine e grado, resta la complessa la situazione alla materna “Campino”, zona passerella, dove un albero spezzatosi per la furia del vento, si è appoggiato al tetto e impedisce l’ingresso della scuola. E anche qui è una corsa contro il tempo - si proverà a liberarla oggi - per fare in modo che le lezioni riprendano lunedì. Ma sarà molto difficile.
Maria Lardara
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