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Prato

«Infiltrazioni? Solo un pretesto»

«Infiltrazioni? Solo un pretesto»

La preside del Dagomari Manfrè smentisce le accuse avanzate dai genitori

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PRATO. Risolto dai tecnici incaricati dalla Provincia il problema delle infiltrazioni d'acqua dal soffitto di un'aula dell'istituto tecnico commerciale Dagomari, la preside Maria Jose Manfré interviene contestando la versione dei fatti presentata dai genitori della classe prima. In particolare, la dirigente scolastica precisa che le infiltrazioni non si sono verificate a novembre, ma nell'ultimo mese, e che non si è trattato di liquami, ma di semplici gocce d'acqua. La professoressa Manfré ritiene che il polverone sia stato sollevato a pretesto perché, fin dall'inizio dell'anno, «i ragazzi in quell'aula al piano terra non ci volevano andare». Particolare ammesso dagli stessi genitori nella loro protesta. «Son cadute solo alcune gocce d'acqua a causa della rottura della tubazione in due punti della stessa aula - dice la preside - e i tecnici della Provincia sono intervenuti due volte. Non è caduta acqua sui banchi, in quanto appena ci siamo accorti del problema è stato messo un secchio sotto, peraltro rimasto praticamente vuoto. Tutto si è svolto nel giro di quindici giorni e ho potuto spostare temporaneamente i ragazzi quando erano in gita». Ricordiamo che l'aula dove si è verificata l'infiltrazione è situata al piano terra in corrispondenza dei servizi igienici che si trovano al primo piano.

La professoressa Manfré contesta però anche la descrizione negativa che Alessio Doni, il genitore idraulico a capo della protesta, ha fatto sui bagni: «Una descrizione assolutamente non veritiera. E' vero semmai che capita abbastanza spesso che qualche servizio sia intasato a causa della carta igienica gettata dagli studenti e ogni volta devono intervenire i tecnici. Doni dovrebbe pensare a fare il genitore invece di venire a controllare il lavoro degli altri».

La questione forse più importante è però quella dell'aula contestata dagli alunni della 1 C e, di riflesso, dai genitori. «Si è voluta fare una manipolazione della realtà a pretesto, perché quella classe fin dall'inizio dell'anno non voleva stare in quell'aula - dice la preside - Premesso che la scelta degli spazi è di pertinenza esclusiva della scuola vi pare che siamo così sprovveduti da mandare i ragazzi in un locale non idoneo»?

I lavori di ristrutturazione del Dagomari sono stati consegnati a novembre 2014 - conclude la preside - e all'inizio dell'anno c'è stata una riorganizzazione degli spazi, in un contesto di sovraffollamento per via dell'aumento di iscrizioni in cui sono stati utilizzati anche i laboratori d'informatica.

«I locali sono quelli, ma comunque idonei ad ospitare una classe - conclude - tanto che quella prima è stata messa nell’ ex aula dei docenti. La scelta è ricaduta sul piano terra anche perché in quella classe c'è qualche elemento scalmanato che va tenuto sotto controllo».

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