Il Tirreno

Prato

Il racconto del sabato sera divide il web

"Struscio" in centro a Prato durante una serata estiva
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"Struscio" in centro a Prato durante una serata estiva

Oltre 500 persone hanno voluto commentare la cronaca di una serata di "ordinaria follia" in centro a Prato: ecco i pareri dei favorevoli e dei contrari

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PRATO. Perché il racconto di Andrea sul sabato sera trascorso in centro pubblicato sul sito del Tirreno ieri ha suscitato tantissimi commenti? Ce lo siamo chiesto e risposte certe non ne abbiamo. È vero, Prato, come tante altre città, non è un’isola felice. Lo raccontiamo spesso su queste pagine e sul web. Andrea non ha scoperto nulla di nuovo. Ha raccontato un suo sabato sera anomalo, costellato di incontri spiacevoli. Il che, per fortuna, così condensati non capita a tutti di averli. Ma presi uno per uno è abbastanza normale che personalmente, o indirettamente, facciano parte della nostra esperienza. Ed è in questo specchio che molti si sono riconosciuti.

C’è anche chi ha voluto testimoniare al contrario la propria esperienza positiva nella frequentazione del centro storico. E non può che farci piacere. Resta il fatto che il grido d’aiuto di Andrea, lanciato attraverso la pagina Facebook del Tirreno, ha incrinato lo stagno di un’indifferenza che spesso rischia di avvolgerci. Ecco una sintetica carrellata di commenti e opinioni di segno opposto che abbiamo raccolto dal sito e dalla pagina Facebook del Tirreno: tutto e il contrario di tutto, come dovrebbe essere in ogni dibattito che si rispetti.

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Chi ci crede... Tra spray al peperoncino, carri armati e coprifuoco. Quasi trecento commenti sulla pagina Facebook del Tirreno di Prato, 75 sul sito. Più un altro centinaio agli articoli di contorno. Di sicuro si può dire che la serata di ordinaria insicurezza vissuta da Andrea, 20 anni, ha fatto discutere. E ha diviso il “popolo social” tra chi crede al ragazzo e chi invece è convinto che sia tutta una montatura. Ecco a chi l’avventura di Andrea pare del tutto verosimile. E Silvia Baldi ad affermare: "Finalmente una persona intelligente con cui concordo in pieno. Potrei avre scritto io tutto questo, parola per parola".

Tra volontà di attribuire l’insicurezza di questi anni all’immigrazione e l’altra, altrettanto consueta, del “piove, governo ladro”, attribuendo colpe a sindaco giunta eccetera, è Ilaria Banci a riassumere la propria quotidianità: "Penso che da 1anno a questa parte io viaggio armata di coltello e spray al peperoncino fatto in casa e se glielo spruzzo negli okki questi s... non vedono più la luce del sole da quanto l'ho fatto forte!!!!". Un’altra donna è netta: "Chi non riconosce questo racconto come ordine del giorno, mi sa che a Prato non ci gira da un bel po’". Firmato Valentina Pavan.

La pensa allo stesso modo Lorenzo Gianassi: "L'articolo è opinabile sotto molti punti di vista, ma chi dice che questo racconto non rispecchia l'attuale situazione di Prato (almeno in larga parte), secondo me è perché mente o perché a Prato non ci è mai uscito". Commenti lapidari: "Ormai a Prato sarebbero capaci di rubarti le scarpe mentre cammini" e il giudizio di Giancarlo Bocchetti. "Buonanotte... son 10 anni che è così.... svegliatevi pratesi" è il pensiero di Luca Saverio de Fazio. Ed ecco la brutta avventura di Danila Moretti: "E' ovunque cosi ! Mio padre 80 enne nel parcheggio del supermercato a mezzogiorno in 2 zingari ben vestiti tentarono di portargli via una Tv appena presa.. poi volevano le chiavi dell’auto...arrivai io presi il telefono, dissi o vi levate o chiamo la polizia... mi mandarono e telarono..Ma si può vivere cosi ?"

Per le soluzioni “strong” Roberto De Domenico: "Forse sarebbe l'ora di piazzare i carri armati nelle strade e naturalmente coprifuoco. Legge marziale". Ce n’è anche per le forze dell’ordine: "Se ognuno facesse bene il proprio lavoro e facesse rispettare le leggi, forse non saremmo finiti cosi. Mi dispiace dirlo, ma spesso anche le forze dell'ordine girano la testa dall'altra parte" è la convinzione di Noemi Sadbuttrue Di Blasio.

... chi non ci crede: molti sono coinvinti che ci sia troppo allarmismo. Sono tanti i lettori che, rispondendo direttamente sul sito o attraverso la pagina Facebook del Tirreno, non sono affatto d’accordo sul quadro dipinto dal giovane che ha raccontato la sua storia. Oppure dicono semplicemente che è così in tutte le città italiane o ancora che a sbagliare è il giornale che fa dell’allarmismo e non verifica le fonti. "Se due bambine zingare a chiedere l'elemosina vi fanno questo effetto non uscite più di macchina", commenta Francesco Barzagli.

E Rudy Milani incalza: "Ma com'è che gli extracomunitari rompono soltanto a voi? Io quando esco di macchina in piazza Mercatale e ho solo 10 cent in tasca glieli dò volentieri, chiedo scusa per non avere di piu e loro son gentili e non succede nulla". Martina Gualchierotti assicura: "Io abito in centro storico a Prato e devo dire che bisogna smettere di dire che tutta la criminalità è qui. Non è vero! Smettiamola e raccontiamo altre cose. Gli diamo troppa importanza". "Il problema, purtroppo, non è circoscritto alla sola città di Prato! Da Siracusa a Sondrio è la triste realta, i centri storici delle nostre meravigliose città, sono in mano a questi individui", scrive invece Salvo Di Vita.

"Esiste una città nel mondo dove non accadono cose del genere?" gli fa eco Matteo Fatighenti. Claudio Cartei va sul pratico: "Sabato sera dalle 18 alle 19 ero in quella zona a me non è successo niente, forse sono fortunato". Anche Gabriele Ara si rivolge al giovane: "Tutta a te la sfiga? Io giro dove voglio, vado dove mi pare con moglie e figli, o anche da me, ma una simile sequela tutta insieme non l'ho mai vista né per altro sentita. Pure è vero che si trovano 10 mendicanti in cinquanta metri; ma se non vuoi dare elemosina basta dire di no". E Silvia Baldi: "Ci sono praticamente tutti i giorni a piedi da San Paolo e non vedo assolutamente tutto questo marasma descritto qui".

"Mi dispiace per il ragazzo, ma perché generalizzare? - chiede Michela Salvini - Io giro in centro di mattina, di pomeriggio, anche di sera con gli amici (e le amiche), parcheggio la macchina davanti alle Poste e al Serraglio e persino in piazza dei Macelli, passo da via Magnolfi, da piazza del Duomo, davanti alla Coop di piazza S, Marco, insomma vado dove devo andare. La situazione non è certo idilliaca dappertutto, ma neanche così drammatica come viene qui descritta".

Il Buongiorno Toscana del direttore del Tirreno Omar Monestier dedicato al "caso" di Prato

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