Il Tirreno

Prato

Una C al posto della G: denunciato il "furbetto" dell'autovelox

La multa per eccesso di velocità è stata inviata al destinatario sbagliato
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La multa per eccesso di velocità è stata inviata al destinatario sbagliato

Il proprietario di una Renault Kangoo aveva modificato la targa e così la multa per eccesso di velocità è arrivata a un altro, ma la polizia municipale ha rintracciato il responsabile

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PRATO. Indagando su una strana multa recapitata al destinatario sbagliato, la polizia municipale ha scoperto un "furbetto", che è stato denunciato per falso materiale. L’ignaro proprietario di una Ford Fiesta si era visto recapitare una sanzione per eccesso di velocità, rilevata dall’autovelox di viale Nam Dinh all’altezza di via dell’Alberaccio, ma ne aveva chiesto l’annullamento alla polizia municipale perché sul verbale era indicato un veicolo diverso. Le verifiche effettuate in conseguenza del ricorso facevano pensare ad una targa simile circolante sul territorio di Prato.

Il personale dell’ufficio verbali della polizia municipale ha quindi verificato le possibili combinazioni di cifre e lettere partendo dalla più semplice, sostituendo la lettera finale C, con la lettera finale G, anche perché già da un ingrandimento della foto scattata dall’apparecchio di controllo della velocità si poteva notare un’anomalia dell’ultimo carattere della targa. Dai controlli effettuati veniva così individuata una targa corrispondente ad un mezzo come quello inquadrato nelle foto scattate dalla postazione fissa di controllo della velocità, appurando che il veicolo recante la targa corretta era intestato ad una ditta con sede nel Macrolotto 1, di proprietà di un italiano residente a Prato.

Così, due agenti motociclisti del comando di piazza Macelli sono stati inviati ad eseguire una serie di controlli nelle vicinanze della sede della ditta per tentare di rintracciare il mezzo e hanno notato in una via prossima alla residenza del proprietario del veicolo un Renault Kangoo in sosta su strada recante la lettera finale G della targa parzialmente alterata. In particolare, una parte della lettera appariva abrasa al fine di trasformarla nella lettera C, con l’evidente intento di eludere un eventuale controllo e/o rilevamento fotografico a mezzo apparecchiature elettroniche per il rilevamento delle violazioni al codice della strada.

Il resto della targa risultava integro, senza ammaccature evidenti o abrasioni e solo l’ultima lettera della sequenza alfanumerica era stata raschiata con uno strumento appuntito che aveva lasciato evidenti segni con andamento diagonale, tali da escludere un’abrasione o un danneggiamento accidentale, al fine di farla apparire come un’altra, cosa che si era effettivamente verificata traendo in inganno l’agente addetto alla verbalizzazione della violazione contestata. Sfortunatamente per lui, lo stratagemma non è valso ad evitare al furbetto una denuncia per la falsità materiale commessa.

 

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