Il Tirreno

Prato

L’occupazione-lampo di un senza casa

di Alessandra Agrati
L’occupazione-lampo di un senza casa

Entrato in un appartamento popolare con la forza è uscito dopo l’intervento degli assessori Biancalani e Faltoni

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PRATO. La storia di Alberto Pittone, ammalato, disoccupato, senza una casa dove stare, potrebbe essere uguale a tante altre, ma in lui il senso della disperazione è più forte, così mentre racconta la sua tragedia personale su una panchina in via Di Vittorio a San Giusto, si alza improvvisamente e si dirige verso le case popolari intenzionato ad occupare un appartamento che è vuoto da oltre due anni.

L'operazione dura pochi minuti, Pittone ha studiato tutto nei minimi particolari: per l'ennesima volta controlla che le finestre con il rotolante chiuso siano quelle dell' appartamento sfitto, poi alza le tapparelle, che essendo di plastica non fanno resistenza, le puntella con un pezzo di legno, estrae dalla tasca un sasso e inizia a lanciarlo contro il vetro che dopo quattro colpi si infrange. Nonostante il rumore nessuno si affaccia e così continua indisturbato nel suo intento: allarga il buco, facendo attenzione a non tagliarsi, leva gli infissi e poi entrare nell' appartamento, che effettivamente è vuoto.

Più tardi verrà raggiunto da Silvana Valecchia, la sua compagna e dal loro cagnolino. Intanto gli inquilini chiamano la polizia municipale, arriva anche l'assessore ai servizi sociali Luigi Biancalani accompagnato da quello al bilancio Monica Faltoni ed inizia una lunga trattativa per convincere l'uomo a lasciare l'appartamento. Dopo un no deciso vengono chiamati i vigili del fuoco per sfondare la porta e far uscire Pittone. Nell' attesa continua il dialogo con Biancalani e gli agenti della polizia che, questa volta, riescono a convincere il disoccupato ad uscire dalla casa, per non complicare ulteriormente la situazione: occupazione di proprietà privata con scasso.

Alle 17,45 Pittone,aiutato da un agente, esce dalla finestra, mentre l'assessore Biancalani cerca un alloggio per far passare la notte alla coppia, domani, si è impegnato a contattate l'assessore di Montervarchi, ultima residenza della coppia. «Se non mi aiutate – grida più volte Silvana – continueremo ad occupare le case». Nell' appartamento ci abitava un' anziana signora e il figlio, morta la donna , l'uomo ha avuto problemi con la giustizia e la casa è rimasta sfitta.

«Oggi è domenica e gli uffici sono chiusi – ha spiegato Biancalani – ma ho parlato con il presidente di EPP che mi ha confermato l'assenza di inquilini, le graduatorie stanno scorrendo e presto avrà un nuovo locatario».

Alberto Pittone, una volta uscito dall' appartamento dove si era barricato, appare sconfortato confuso.«Sono disperato non avevo altra scelta, tanto per il tempo che mi resta da vivere posso anche prendere una denuncia. Spero che questo mio gesto però serva a qualcosa».Fino al 2011 ha vissuto a Prato, poi ha perso il lavoro e si è trasferito a Figline Valdarno , insieme alla sua compagna che soffre di crisi epilettiche e quindi non è in grado di mantenersi un' occupazione.«“Ho iniziato a raccogliere il ferro. La situazione non era perfetta, ma accettabile, poi , un giorno, sono stato fermato, mi hanno sequestrato il mezzo. Secondo gli agenti avrei dovuto fare la fattura quando prendevo il materiale, cosa impossibile visto che lo raccattavo dai cassonetti della spazzatura. Di fatto da lì sono iniziati i problemi: la mancanza di soldi, la disoccupazione. Per un po' il comune di Figline mi ha aiutato, ma poi ho dovuto cambiare città e trasferirmi a Montevarchi, ho ottenuto una casa, ma senza lavoro, con due infarti e un ematoma, sono stato sfrattato per morosità: il termine per lasciare l'appartamento è stato il 28 febbraio e così siamo tornati a Prato. Da due giorni viviamo su una panchina davanti alle case popolari e abbiamo notato che un appartamento non è mai stato aperto».Così Alberto Pittone ieri pomeriggio alle 15,30, decide di entrare nell' appartamento sfitto portando con sé le poche cose che gli sono rimaste: le cartelle cliniche e qualche vestito. Tutto racchiuso in una borsa di plastica. «Ovviamente- spiega – non posso entrare dalla porta perché non ho le chiavi, così sfondo il vetro della finestra che si affaccia sul retro. Mi dispiace dover compiere questo atto, ma non ho scelta».

Diversa la posizione dell’assessore Biancalani. «E' stato compiuto un atto illecito, inoltre da una persona che non è neppure residente a Prato. Non possiamo tollerare queste situazione e ovviamente neppure creare un precedente. Per questa notte ho trovato un posto all’oratorio S. Anna dove fare alloggiare la coppia e permettergli di fare una doccia».

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