«Non avremo i soldi per gli investimenti»
Preoccupato il presidente nonchè sindaco Biffoni: «Lavoriamo con la Regione per risolvere»
PRATO. Sindaco e presidente della provincia Matteo Biffoni, la riforma dell’ente è partita, ora che c’è la legge regionale, ma in salita, in particolare sul fronte dei soldi, come pensa di fare da qui al 2016?
«Sì, sarà difficile e dovremo fare i conti su tutto. Abbiamo, per ora, una relativa tranquillità sull'ordinaria amministrazione ma siamo in grosso affanno sugli investimenti: penso per esempio al rischio idrogeologico, agli interventi sulle scuole piuttosto che sulle strade. Tutti settori che restano di competenza delle Province, molto onerosi, ma sui quali, non c'è dubbio, avremo grande difficoltà di reperimento risorse».
Dunque, la soluzione dov’è?
«Proprio per cercare soluzioni stiamo ragionando assieme alla Regione, con l’obiettivo di portare la discussione a Roma, per avere le garanzie dei fondi necessari al buon mantenimento della funzionalità di settori fondamentali per il territorio. Il fatto è che per il momento non c'è alcuna chiarezza. Se la legge del Rio (sulla trasformazione delle Province in enti di secondo grado ndr) era una legge intelligente e ben fatta che nemmeno le Province avevano criticato, la legge stabilità ha invece dato colpo molto forte alle finanze degli enti, con il rischio di farci venire davvero il fiato grosso».
Presidente, non le sembra che aprire un ufficio territoriale della Regione per supplire alle funzioni che vengono trasferite dalla Provincia non sia un risparmio ma una duplicazione di enti?
«Non credo ci saranno duplicazioni di enti, perché un pezzo importante dell'autonomia delle Province verrà accentrata. Gli uffici territoriali della Regione saranno aperti per non dare disagio ai cittadini: garantiranno un interfaccia importante per evitare trasferimenti e lungaggini. Ci saranno due livelli: quello decisionale sul settore che sarà accentrato ma i servizi resteranno sul territorio. Faccio un esempio: i tesserini per la caccia o la pesca i cittadini li faranno o li rinnoveranno nella città nella quale abitano e non saranno costretti ad andare a Firenze. Ma questa è una questione secondaria, bypassabile, prioritario invece resta avere la certezza delle risorse per riuscire a fare le cose».(c.o.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
