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I liquami del bagno finiscono sui banchi degli studenti
Protestano i genitori all'istituto Dagomari di Prato: "Da novembre lottiamo per far trasferire i ragazzi in un'altra aula". Dopo quattro mesi sono intervenuti i tecnici della Provincia: "Abbiamo saputo del problema solo il 16 febbraio"
PRATO. La goccia zampilla dal soffitto su libri e quaderni, mentre le pareti dell'aula trasudano di umidità e muffa. E' quanto si sono trovati di fronte i 26 alunni della 1 C SS dell'istituto tecnico commerciale Dagomari di via Reggiana dopo che la classe è stata spostata in un'aula del piano terra, nel novembre 2014. Lo sconcerto è subentato quando gli ignari studenti, segnalando il disservizio ai professori e poi a casa, hanno saputo che quell'acqua, o meglio liquami, filtrava dai servizi igienici del primo piano, che si trovano proprio in corrispondenza dell'aula. Da lì è partita la protesta, che sembra arrivare ad una soluzione solo in questi giorni, dopo tensioni con la dirigenza scolastica e con la Provincia.
"I ragazzi sono stati spostati di aula tre volte - racconta Alessio Doni, un genitore - Per poi essere rimessi lì. Ovviamente ci siamo rivolti più volte alla preside, è la prima cosa che abbiamo fatto, ma siamo stati ogni volta rimbalzati. Ci ha spiegato che non ci sono aule, che quella era la stanza dei docenti ma hanno deciso di metterci quella prima perché possono tenere sotto controllo un paio di soggetti agitati. Non mi sembrano comunque buone motivazioni, intanto i docenti li hanno tolti da quella stanza". Problemi di edilizia scolastica e aule che non bastano, come ve ne sono altri nelle scuole pratesi, ma anche di servizi igienici.
"Faccio l'idraulico e quando finalmente sono venuti i tecnici della Provincia non li ho perso di vista e sto seguendo passo passo i lavori. Ora i ragazzi sono stati spostati perché, finalmente, ci sono i muratori ma se non mettono mano anche ai bagni al piano di sopra il problema delle infiltrazioni non lo risolvono di certo. Ho visto quei bagni: sciacquoni che perdono, lavandini rotti, tubi non sigillati e pieni di calcare. Una vergogna tenerli in quello stato".
In questi mesi, da novembre in poi, i genitori hanno attuato anche forme di protesta, come tenere i ragazzi a casa e, nei giorni scorsi, presidiare la scuola. Giovedì 26 hanno finalmente ottenuto l'interessamento della Provincia, l'ente competente per l'edilizia scolastica alle superiori e venerdì 27 mattina sono arrivati gli operai. L'istituto Dagomari ha completato i lavori di ampliamento appena due anni fa. Tuttavia proprio dalla Provincia fanno notare di essere venuti a conoscenza del problema solo il 16 febbraio e, nonostante ciò, si sono subito attivati nel giro di pochi giorni.
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