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Ludopatia, piaga sociale del XXI secolo
Al convegno organizzato dall'Asi a Prato sono intervenute le massime istituzioni cittadine per sottolineare la gravità del fenomeno del gioco d'azzardo che sta portando sempre più persone ad ammalarsi di ludopatia, con conseguenti sperperi dei patrimoni e rovina delle famiglie
PRATO. Lotta senza quartiere al gioco d'azzardo per mettere un freno agli ammalati di ludopatia, il cui numero sta aumentando in maniera vertiginosa col conseguente rischio di una difficile tenuta sociale. La ludopatia porta a dissipare i patrimoni e alle inevitabili crisi familiari. E' un messaggio forte quello lanciato a Prato al convegno organizzato dall'Asi (Associazioni sportivesociali italiane).
Il prefetto di Prato, Maria Laura Simonetti, ha voluto presenziare fino alla fine. Il questore, Filippo Cerulo, ha portato il suo contributo sulla materia dei giochi con premi in denaro, e lo stesso sindaco di Prato, Matteo Biffoni ha voluto fare il suo intervento per parlare dei provvedimenti che l'amministrazione sta portando avanti per cercare di arginare il fenomeno della ludopatia provocato dal gioco d'azzardo.
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E' stato un convegno particolarmente sentito e di grande rilievo culturale e sociale quello organizzato dalle Associazioni sportivesociali italiane (Asi) e che aveva il titolo “Ludopatia (gioco d'azzardo) piaga sociale del XXI secolo”. Ad aprire il dibattito è stato il presidente nazionale della stessa organizzazione sportiva sociale, l'onorevole Claudio Barbaro, arrivato da Roma per testimoniare la gravità del momento e l'importanza che tutti si facciano carico, seppur nei propri settori di competenza, di quello che sta accadendo sul fronte dei giochi con premi in denaro. Nei locali della Circoscrizione Prato centro, il giornalista Pasquale Petrella ha fatto una introduzione sul gioco d'azzardo e sulla ludopatia sotto il profilo dell'informazione, segnalando le notizie ormai quotidiane che riguardano - e quasi sempre con tinte da cronaca nera - le slot machine e al gioco d'azzardo in generale. Dopo il saluto del prefetto sono intervenuti la psicolgoa e psicoterapeuta Laura Gelli che ha avuto il compito di delineare sia sotto il profilo storico che psicologico il fenomeno del gioco e della ludopatia. Quindi la consigliera comunale di Prato, nonchè medico di base, Rosanna Sciumbata che ha fatto rilevare quanto difficile sia diagnosticare la patologia della ludopatia e del grande sforzo che devono fare, soprattutto i familiari della persona caduta in questo tunnel, per venirne fuori.
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Una problematica, quella del sostegno agli affetti da ludopatia, messa bene in evidenza da Franco Burchietti, presidente del Centro di solidarietà di Pistoia (Ceis), centro che si occupa del recupero e della riabilitazione di persone che soffrono di una forma di dipendenza e che negli ultimi anni ha visto moltiplicare il numero dei suoi assistiti. La ludopatia è davvero una "piaga sociale" sempre più difficile da arginare perchè adesso con la tecnologia e le nuove forme di gioco online è anche difficile rendersi conto di chi può essere caduto nella trappola del gioco d'azzardo, perché la consapevolezza arriva solo quando ormai il "danno" è fatto: famiglie rovinate, patrimoni dilapidati. In prima fila il presidente regionale Asi, Luca Mattonai che con Sebastiano Campo, componente della giunta esecutiva nazionale Asi, che hanno fatto gli onori di casa e, soprattutto, spinto perché questo convegno venisse organizzato a Prato, terza città più grande del Centroitalia dove il gioco d'azzardo ha avuto una impennata impressionante negli ultimi tempi anche e soprattutto per la presenza di una forte comunità orientale che sembra maggiormente portata verso il gioco d'azzardo e quindi facile preda della ludopatia. Forse sarà servito a poco o forse a molto, ma nella lotta contro la ludopatia e, soprattutto, nel far prendere coscienza ai cittadini del grave rischio rappresentato dal gioco d'azzardo, il convengo organizzato dall'Asi ha rappresentato un altro tassello nella costruzione di quella consapevolezza che c'è una piaga sociale in corso ed è la ludopatia da gioco d'azzardo. Una malattia che rovina non solo che ne viene travolto ma anche e soprattutto le famiglie di cui fanno parte. Ecco perché è una vera e propria piaga sociale da combattere.
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