Il Tirreno

Prato

Molestie a scuola, la Procura chiede l'archiviazione

di Paolo Nencioni
La protesta del padre davanti all'Istituto d'arte di Montemurlo
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La protesta del padre davanti all'Istituto d'arte di Montemurlo

Secondo il magistrato non ci sono sufficienti elementi per sostenere in giudizio l’accusa di violenza da parte di un docente dell'Istituto d'arte di Montemurlo nei confronti di un'alunna sedicenne

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PRATO. La Procura ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti dell’insegnante dell’Istituto d’arte di Montemurlo accusato di molestie nei confronti di una sua allieva sedicenne. Il procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano è arrivato a questa conclusione dopo aver esaminato gli elementi a carico del docente, in particolare un file audio registrato di nascosto a dicembre della studentessa e nel quale si intuiva un rapporto di eccessiva confidenza tra l’insegnante e la sua alunna. Quest’ultima disse di essere stata palpeggiata dal professore durante la pausa tra una lezione e l’altra. Raccontò tutto ai suoi compagni di classe e consegnò ai carabinieri la registrazione del colloquio, spiegando che si era decisa a registrare l’incontro perché già in altre occasioni il docente si sarebbe preso delle libertà nei suoi confronti.

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L’inchiesta è rimasta comperta dal riserbo fino allo scorso 7 gennaio, quando il padre della ragazza si presentò davanti alla scuola di Montemurlo perché proprio quel giorno il professore era rientrato in servizio dopo le ferie di Natale e il padre pretendeva invece che venisse sospeso in attesa di capire se le accuse della figlia fossero fondate. Pochi giorni dopo l’insegnante ha ricevuto un avviso di garanzia nel quale si ipotizzava il reato di violenza sessuale nei confronti di minore e nel frattempo la sedicenne è stata ascoltata al Comando provinciale dei carabinieri alla presenza di una psicologa (al secondo tentativo, perché nella prima occasione il padre litigò coi carabinieri e fu necessario interrompere il colloquio tra la figlia e la psicologa). Contemporaneamente è partito anche un procedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante.

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Nell’ultimo mese gli accertamenti dei carabinieri e della Procura sono proseguiti a fari spenti, per capire se la vicenda meritava di finire davanti a un giudice e la conclusione del magistrato è che, nonostante il comportamento del docente sia censurabile sotto molti profili, non ci sono sufficienti elementi per sostenere in giudizio l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un minore. Ora la parola passa al giudice per le indagini preliminari. Proprio lunedì, 23 febbraio, il padre della ragazza aveva di nuovo protestato per il ritorno all’insegnamento del professore dell’Istituto d’arte.

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