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I militari usciti dalla porta rientreranno dalla finestra
PRATO. I militari appena usciti dalla porta potrebbero presto rientrare dalla finestra. Non per contrastare l'emergenza furti di questi giorni, ma nell'ambito del piano di sicurezza nazionale contro...
PRATO. I militari appena usciti dalla porta potrebbero presto rientrare dalla finestra. Non per contrastare l'emergenza furti di questi giorni, ma nell'ambito del piano di sicurezza nazionale contro il terrorismo. Lo conferma il prefetto Maria Laura Simonetti, che spiega di aver chiesto un'aliquota di militari da attingere dal totale di 4.800 soldati che il governo ha annunciato di voler schierare in Italia anche per prevenire le minacce terroristiche dello Stato islamico che sempre più spesso prendono di mira Roma e il nostro paese. Sembrano logiche molto lontane dalle preouccupazioni quotidiane di chi vive a Prato, ma tant'è. L'opportunità c'è e la Prefettura, come molti altri uffici territoriali dello Stato, si è mossa per ottenere la sua parte di rinforzi. I numeri sono ancora incerti, così come gli obiettivi sensibili. Perché di questo si tratta: i militari verranno inviati a Prato per vigilare su quattro o cinque sedi di associazioni o punti di particolare interesse. Obiettivi ancora riservati. Potremmo azzardare il Duomo o il Parco Prato. Certamente i militari non saranno impegnati per proteggere singole persone, come accadrà in altre parti d'Italia. In questo momento non ci sono a Prato soggetti che possano temere attentati personali. Per quanto riguarda il numero dei militari, si ipotizza un'aliquota compresa tra le 20 e le 30 unità, non si sa da quale reparto attinte. Il loro impiego dovrebbe essere molto diverso da quello al quale ci hanno abituati i cinque anni della giunta Cenni, con le pattuglie miste accompagnate da un poliziotto o da un carabiniere che hanno pattugliato soprattutto le strade del centro, suscitando talvolta anche qualche ironia sulle "passeggiate". L'impiego dei militari a Prato, fortemente voluto nel 2009 dalla giunta di centrodestra, è cessato lo scorso 31 dicembre per decisione del governo, dopo che il Comune aveva rimodulato le "regole di ingaggio". (p.n.)
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