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Prato

Negli ultimi dieci anni tremila nuovi italiani

Negli ultimi dieci anni tremila nuovi italiani

Nel 2014 sono stati 563 gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana Al primo posto i cittadini pachistani, seguiti dagli albanesi e dai marocchini

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PRATO. Il cinese della porta accanto, il collega albanese con cui si lavora, il pakistano che cucina il kebab preferito. Pensiamoci due volte prima di chiamarli “stranieri”: potrebbero rientrare tra gli oltre 3mila “nuovi italiani” che negli ultimi dieci anni si sono aggiunti all’anagrafe pratese.

Figli della Repubblica che si sono più che quintuplicati fra il 2004 e il 2014 e che, alle elezioni, possono tranquillamente votare e dire la loro sui propri rappresentanti: l’anno scorso, ad acquisire la cittadinanza italiana a Prato sono stati in 563 con un trend che, anno dopo anno, è andato moltiplicandosi.

Immigrati dall'Albania, dalla Cina o dal Pakistan che, mentre sembra essere sparito dalla politica il dibattito sullo "ius soli" o "ius sanguinis" (cittadinanza per nascita su un territorio o per etnia: in Italia vige il secondo regime), hanno scelto di giurare sulla nostra Costituzione. Secondo i dati dell’ufficio statistica del Comune, il 2014 è l’anno del boom delle cittadinanze acquisite (563) mentre risale al 2004 il dato più basso (96). Ma chi sono i nuovi italiani che hanno ricevuto il “battesimo” nel 2014? I pakistani fanno la parte del leone, con 145 casi di cittadinanza italiana concessa l’anno scorso, seguiti dagli albanesi (130), marocchini (70) e cinesi (51). Pochi i discendenti dell’Impero Celeste per i quali un grosso limite è costituito dal fatto che il governo di Pechino non ammette la doppia cittadinanza: insomma, passaporto italiano oppure cinese.

Questo desiderio di legarsi all’Italia indissolubilmente (la cittadinanza è inderogabile) poco ha a che fare ancora con le seconde generazioni perché, analizzando le statistiche, si scopre che tra le 563 cittadinanze concesse, in 227 casi si tratta di persone residenti da minimo dieci anni in Italia e in 240 di figli che hanno preso la cittadinanza in seguito a quella ottenuta dai genitori. I casi di cittadinanza "per residenza", riguardante i nati e residenti in Italia fino alla maggiore età, sono ancora una minoranza, 55 nel 2014, più che raddoppiate comunque rispetto al 2012.

C’è da aspettarsi che nei prossimi anni si assista a un boom di richieste di cittadinanza da parte di ragazzi pratesi di origine straniera che spengono la 18esima candelina. In sostanza, uno straniero che arriva in Italia da adulto può diventare italiano dopo dieci anni mentre se nasce in Italia deve aspettarne 18. Sì perché in Italia si può ottenere la cittadinanza per naturalizzazione (per i cittadini non comunitari dopo dieci anni di residenza legale in Italia), per residenza (cittadini stranieri nati e residenti in Italia senza interruzione fino alla maggiore età), o matrimonio con un cittadino italiano. Ovvero, pronunciare il fatidico “sì” con un uomo o una donna marito o moglie del Belpaese può essere un altro modo per acquisire la cittadinanza.

Matrimoni di convenienza? In qualche caso sì. Si tratta comunque di un dato relativamente basso: a Prato le cittadinanze acquisite nel 2014 per l'unione con una dolce metà italiana sono state 41, più che dimezzate rispetto al 2013 (106).

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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