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Infermieri picchiati in ospedale, la condanna del sindacato
La Cgil: "Il fatto che l’aggressore fosse già conosciuto per fatti analoghi risulta essere un aggravante"
PRATO. La Cgil e la funzione pubblica Cgil di Prato valutano quantomeno increscioso quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato scorso quando un infermiere e una tirocinante sono rimasti feriti poiché aggrediti da un utente del servizio in evidente stato di alterazione. " È - scrive il sindacato - tra i diritti degli operatori della salute poter esercitare la propria professione in un ambiente che sia sicuro e al riparo da aggressioni e non si ricorda, tra i doveri, essere bersaglio di offese o, peggio, di percosse. Il fatto che l’aggressore fosse già conosciuto per fatti analoghi risulta essere un aggravante per chi, organizzazione sindacale, si trova a dover stigmatizzare ancora una volta l’incapacità dell’ Asl di Prato di garantire la sicurezza sul posto di lavoro".
"Già nell’agosto scorso la Cgil e la Cgil sanità - aggiunge il sindacato - in una lettera a firma congiunta, avevano richiesto l’applicazione pedissequa delle norme per la sicurezza in pronto soccorso. Tra queste si deve ricordare un’attenzione particolare alle vie di accesso e alle uscite di sicurezza, ad oggi problema evidente vista la permeabilità del pronto soccorso all’ingresso indesiderato e ingiustificato di persone moleste e non autorizzate. Le richieste avanzate erano in linea con i dettati normativi così come con il semplice buon senso e avevano lo scopo di garantire la sicurezza dell’ambiente di lavoro per gli operatori del pronto soccorso così come per gli utenti del servizio".
Il fatto che a distanza di sei mesi ancora non si siano date risposte convincenti e fattive – non si spiega altrimenti l’aggressione di venerdì notte – rimarca l’inoperosità dell’Asl che evidentemente non appare troppo scossa dalle aggressioni subite dai propri collaboratori. Si ritiene, a questo punto, improrogabile la convocazione di un tavolo di confronto sulle criticità già a conoscenza dell’Asl tra cui un intervento immediato sulle vie di accesso alla struttura del pronto soccorso. Occorrerà quindi ricorrere ad azioni ed iniziative più conflittuali – in presenza di un’Asl che non risponde alle sollecitazioni: quali la difesa dei diritti di sicurezza presso le autorità competenti o promuovendo forme di protesta sindacale evidenti e conflittuali".
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