Il Tirreno

Prato

il dibattito

Il caso rom infiamma la polemica politica

di Azelio Biagioni
Il campo nomadi di viale Marconi
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Il campo nomadi di viale Marconi

Prato,botta e risposta fra maggioranza e opposizione sulla decisione di trovare una sistemazione dignitosa a donne malate e bambini che vivono nel campo nomadi di viale Marconi

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PRATO. Il caso degli alloggi da destinare ai rom che verranno sgombrati dal campo nomadi di viale Marconi ha fatto nascere un vivace botta e risposta tra maggioranza ed opposizione in Comune. Tutto è partito dalle dichiarazioni del vice sindaco Simone Faggi dopo la visita della commissione consiliare 3 in vista del progetto di riqualificazione dell’area che prevede, appunto, anche lo sgombero dalla zona per una quindicina di rom. Che saranno allontanati dal campo di viale Marconi e sistemati in alloggi provvisori.

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Il primo a farsi sentire è stato il consigliere di “Prato Libera e sicura” Aldo Milone.“A Prato – dice l’ex assessore – ci sono centinaia di persone soggette a sfratto con l’incubo di trovarsi a dormire sotto un ponte o all’aperto e il vice sindaco ha pensato bene di assegnare un alloggio a chi per natura è dedito a non fermarsi ma a girare in continuazione sul territorio nazionale. Tra l’altro mi risulta che una di queste nomadi ha pure un cospicuo conto corrente postale. E poi questi rom – termina il consigliere comunale – stanno mettendo a fuoco e fiamme Mezzana con razzie, spaccate di vetri e scippi”.

A Milone fa eco Antonio Longo (Prato con Cenni). “La soluzione presa per il campo nomadi – dice il consigliere comunale di minoranza – vede discriminare i cittadini italiani. E non si tratta di razzismo, ma di persone che sostano provvisoriamente ed abusivamente a Prato per compiere furti, razzie, spaccate e danni alle auto. Non crediamo che i pratesi meritino di essere presi in giro da un’amministrazione che, a fronte di un progetto di riqualificazione della zona, pensa di risolvere il problema ‘aiutando’ e non ‘penalizzando’ i rom. La passata amministrazione, madre del progetto, aveva intavolato seriamente la cosa con alcuni privati che, a proprie spese, avrebbero effettuato l’opera (dando il via successivamente allo sgombero forzato). Ora l’attuale giunta se ne assume la paternità assoluta. Ma non è tutto – prosegue Longo – L’idea della passata amministrazione era quella di sgomberare definitivamente l’area attraverso un intervento della polizia municipale. La giunta attuale pensa, invece, che trovando una sistemazione abitativa ai rom il problema sparirà. Sarebbe stato più semplice dire che la loro intenzione era quella di risolvere il problema agli abusivi e non ai pratesi”.

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A Milone e Longo replica il consigliere Pd Roberto Mennini spiegando che quella di sistemare alcuni rom è una procedura alla quale il Comune non può sottrarsi. “Anche Roberto Cenni – dice Mennini - se si fosse deciso a mettere mano alla situazione inaccettabile di viale Marconi dopo tutti i solleciti ricevuti e ignorati avrebbe dovuto agire nello stesso modo, ovvero sistemando minori ed ammalati in alloggi provvisori”.

Ed è Faggi a chiudere il capitolo sulla vicenda: “Tutelare minori e donne malate senza distinzione di provenienza è un obbligo di legge, oltre che un obbligo morale – spiega - Fra i rom di viale Marconi c’è una donna malata di tumore e dei minori che verranno sistemati in un alloggio (non una casa popolare). Gli altri andranno via. Capisco bene i cittadini esasperati perché per anni non è stato fatto niente, ma non accetto polemiche da parte dei politici. Per cinque anni la precedente giunta e in particolare l’ex assessore alla sicurezza Aldo Milone non hanno fatto niente per sporcarsi le mani con una vicenda sicuramente scomoda e hanno lasciato che la situazione degenerasse. Se Milone fosse intervenuto anni fa – termina Faggi – forse oggi i cittadini sarebbero meno esasperati”.

 

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