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Un super dirigente medico governerà i dipartimenti accorpati

La proposta di legge che riforma la sanità toscana: ecco cosa dice. Oltre al commissario dal presidente della regionale verrà nominato un vice che rappresenterà i territori

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PRATO. La nuova legge regionale che governerà la sanità toscana e che dovrebbe entrare a regione entro il primo gennaio 2016, ha un punto nodale: la completa revisione del modello gestionale che verrà accentrato in tre grandi Usl su base di area vasta: Toscana Centro con Prato, Firenze, Empoli e Pistoia; Toscana nord-ovest con Lucca, Massa Carrara, Versilia, Livorno e Pisa e Toscana sud-est con Siena, Arezzo e Grosseto.

L’obiettivo è risparmiare almeno 300 milioni (su 400 di tagli statali) accorpando funzioni e tagliando sui dirigenti. Le Asl passeranno da 12 a 3 e il primo passo per arrivare alle fusioni sarà l’azzeramento degli attuali vertici amministrativi. Il primo marzo (ma con ogni probabilità slitterà di alcune settimane) arriverà il commissario al posto dei direttori generali, sanitari e amministrativi.

Accanto al commissario sarà nominato un vicecommissario che rappresenterà i territori che a sua volta potrà nominare una sua commissione che governerà la transizione. Il commissario, nominato dal presidente della giunta regionale , il vice (anche questo scelto dal presidente della Regione e con lo stipendio decurtato del 20% rispetto a quello del direttore generale) e lo staff cureranno il processo di fusione aziendale e quello della riorganizzazione dei servizi sanitari «propedeutici - afferma la legge - alla nascita della nuova azienda, promuovendo interventi di semplificazione, razionalizzazione delle risorse e del riassetto dell’organizzazione del personale».

C’è ancora molto da capire ma la riforma se garantisce sui territori la funzionalità dei diversi dipartimenti sanitari, punta a diminuire sensibilmente il numero dei dirigenti medici affidando la responsabile del comando di un dipartimento a un unico soggetto che, nel caso dell’Usl toscana centro, per esempio, governerà il reparto chirurgico piuttosto che quello di medicina, nei presidi Prato, Firenze, Pistoia e Empoli. Ovvio che sui territori gli attuali direttori subiranno, probabilmente, un livellamento verso il basso anche sul fronte economico. (c.o.)

La proposta di legge sulla riforma sanitaria toscanasta Di Legge n.77 Del 22-12-2014-Allegato-A

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