Il Tirreno

Prato

Le Cascine di Tavola potrebbero essere confiscate e passare allo Stato

Francesco Albonetti
La Fattoria Medicea di tavola nel degrado
◗
La Fattoria Medicea di tavola nel degrado

E' la richiesta del pm nel processo che vede sul banco degli imputati gli ex amministratori della società Fattoria Medicea che gestiva il prestigioso complesso 

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Le Cascine di Tavola potrebbero passare allo Stato, con la confisca del bene decisa per via giudiziaria. Questo se il giudice accogliesse in sede di sentenza la richiesta del pm Laura Canovai, formulata mercoledì 28 mattina in un'aula del tribunale di Prato nell'ambito del processo ancora in corso nei confronti degli ex amministratori della Fattoria Medicea srl, la società che, secondo la Procura, doveva impedire il degrado del complesso delle Cascine di Tavola appartenuto ai Medici e tesoro del Rinascimento. La richiesta di confisca è l'aspetto più interessante della requisitoria del pm, che arriva dopo un lungo processo iniziato nel 2004 con il sequestro della Fattoria per impedire che andasse avanti il progetto di ricavarne un residence. La sentenza del giudica Monica Jaqueline Magi è attesa per il 5 febbraio prossimo. 

Nel frattempo, c'è stato il decesso di uno degli imputati, la società di gestione è fallita e sorretta da un curatore ed un reato è caduto in prescrizione. Restava da decidere la posizione di un legale rappresentante della stessa Fattoria Medicea srl, per il quale il pm Canovai ha chiesto la condanna rispettivamente a 4 mesi e ad un mese di carcere per i reati di danneggiamento del patrimonio artistico e culturale dello Stato e per non aver ottemperato alle prescrizioni della Soprintendenza, che intimavano la messa in sicurezza della Fattoria col rifacimento della copertura.

La confisca dell'intero bene e assegnazione allo Stato, del resto proprietario prima che le Cascine di Tavola andassero in mano a privati, taglia la tesa al toro sull'asta giudiziaria in corso da circa un anno, senza esito. All'asta, il cui prezzo di partenza è di poco più di 6 milioni, erano interessati a partecipare anche la Regione e lo stesso Stato, che a questo punto si ritrovrebbe col costoso bene consegnato dal giudice senza dover versare un euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera