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Lavori all'uncinetto per le donne in attesa degli esami
Prato, parte giovedì 29 il progetto pilota promosso da Asle 4 e Fondazione Ami Prato. Il piccolo quadrato realizzato andrà a comporre una copertina per le culle della terapia intensiva neonatale dell'ospedale Santo Stefano
PRATO. Da giovedì 29 gennaio prende avvio il progetto pilota “filAMI: istruzioni per il futuro con l’uncinetto” presso il Centro di Prevenzione Oncologica Eliana Martini,promosso da Asl 4 e la Fondazione AMI Prato.
Attraverso il lavoro ad uncinetto le volontarie del laboratorio mondo di pezza di Figline (Prato) supporteranno le donne che sono in attesa proponendo loro la realizzazione di un piccolo quadrato che andrà a comporre una confortevole copertina per la culle della Terapia intensiva neonatale del Nuovo ospedale S.Stefano.
Si tratta di un percorso di solidarietà e di condivisione per supportare la donna nel momento in cui è emotivamente e fisicamente più fragile grazie all’intervento delle volontarie e della mediazione della Fondazione AMI.
Il progetto è rivolto alle donne che vivono momenti d’ ansia in attesa del referto di un esame importante come la mammografia o che devono fare uno screening o una medicazione.
Le signore vengono accolte dalle volontarie che propongono loro il lavoro ad uncinetto: pratico da portare in giro e che permette di lavorare con le braccia all’ altezza desiderata, evitando piccoli inconvenienti come la tensione dei muscoli del collo ed una non corretta posizione assunta.
Questi gli obiettivi del progetto: far conoscere la Fondazione AMI ad un pubblico sempre più esteso di persone, stimolando la solidarietà ed il legame tra le donne. Quelle che realizzeranno i riquadri per le coperte e quelle che invece riceveranno in regalo la copertina, accompagnare e supportare le donne durante l’attesa per un esame clinico oppure per una visita diagnostica che può procurare ansia e preoccupazione. La mente è concentrata su qualcosa di creativo e gratificante; la ritmicità del movimento permette di rilassare il fisico e conseguentemente ridurre ul battito cardiaco, la pressione e la tensione muscolare, integrare la rete tra l’Azienda sanitaria ed il mondo del terzo settore come la Fondazione AMI, nata proprio con lo scopo di fare da ponte tra i servizi sanitari ed i cittadini.
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