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Degrado e sporcizia nella palestra dei campioni
All'Etruria di Prato si sono formati Jury Chechi e Marta Pagnini. La società: "Facciamo i salti mortali ma le istituzioni ci hanno lasciati soli"
PRATO. L’odore nauseabondo dei servizi igienici colpisce subito all’ingresso. E’ odore di chiuso, di umidità e di fognatura, quanto basta per dare l’idea di un ambiente insalubre e malsano. Eppure, a Prato non ci sono tante altre alternative per allenarsi a ginnastica artistica e ritmica. Povera palestra “Etruria”, com’è ridotta. E pensare che qui hanno scaldato i muscoli intere generazioni di ginnasti pratesi comprese le due medaglie olimpiche Jury Chechi e Marta Pagnini insignita del bronzo a Londra 2012. Non è una novità che questa palestra versi in pessime condizioni (Il Tirreno se n'era occupato nel maggio 2013), solo che stavolta un gruppo di genitori, lamentando l’assenza cronaca di pulizia nella struttura, vuol prendere provvedimenti, armandosi di secchio e spazzolone per pulire l’impianto.
"So che alcune mamme vogliono organizzarsi in tal senso ma non sono d’accordo con il volontariato - racconta la signora Luciana che si è rivolta al Tirreno - per quanto bassa, da genitore pago pur sempre una retta di 600 euro all’anno per mandare mia figlia a ginnastica. Piuttosto, vorrei capire dai responsabili perché non venga pulita la palestra come si deve: a livello igienico la situazione sta diventando insostenibile. Specchi sporchi, polvere dappertutto, bagni sporchi. E quell’odore di fognatura tremendo…".
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Un tasto dolente, quello delle responsabilità. La palestra “Etruria”, frequentata da 150-200 iscritti tra bambini e ragazzi, non ha un gestore pubblico, da quando nel 2011 il Comune comunicò al Coni, proprietario dell’immobile in centro di circa 600 metri quadrati, la disdetta del contratto di locazione. E così la gloriosa società “Etruria” (ha quasi 120 anni), che occupa la struttura per lo svolgimento dei suoi corsi insieme all’associazione “Arcobaleno” (quest’ultima in sub concessione) si vede costretta a metter mano al portafoglio sia per la manutenzione straordinaria che ordinaria, facendo le veci di un soggetto gestore pur non avendone la titolarità per farlo.
"I genitori – replica Grazia Ciarlitto, presidente della società “Etruria”, madre della campionessa olimpica Marta Pagnini - sono al corrente delle nostre difficoltà. A dicembre, durante le vacanze di Natale, abbiamo speso 2mila euro per effettuare una video ispezione delle tubature fognarie insieme ai tecnici del Coni. Per non parlare del rifacimento del tetto, altro intervento che ci è costato svariate migliaia di euro nel 2014. E’ come se un inquilino dovesse spendere di tasca propria per eseguire dei lavori in una casa che non è sua. Stiamo facendo i salti mortali per tenere in piedi l’unica palestra a Prato attrezzata per questo tipo di sport. La città di Jury Chechi non ha una struttura all’altezza per l’insegnamento della ginnastica. Manca l'intermediario istituzionale, anzi le istituzioni ci hanno lasciato da soli".
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Quanto alla pulizia, per sconfiggere l’odore proveniente dagli scarichi fognari (vecchi e pertanto da rifare), la società “Etruria” racconta di essersi rivolta a diverse imprese di pulizia per provare diverse soluzioni. Ma quando la gestione della palestra era affidata al Comune, quest’ultimo ne curava la manutenzione ordinaria mentre quella straordinaria spetterebbe in teoria alla proprietà, vale a dire il Coni. Che però ha messo in vendita la palestra tre anni fa, con l’obbligo per l’acquirente di mantenere il vincolo della destinazione sportiva, per un valore stimato di 600mila euro.
Così nel maggio del 2013 Jury Chechi commentava le pessime condizioni della palestra nella quale si è allenato per anni.
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"Il Coni – spiega il presidente provinciale Massimo Taiti, ex presidente della circoscrizione centro - è disposto a venderla anche per 400mila euro, ben sapendo che poi chi la compra dovrà spenderci 2 o 3 milioni di euro per risistemare l’impianto. Alla manutenzione ordinaria pensava comunque la circoscrizione centro. Ma le circoscrizioni ora non esistono più". E il ruolo del Comune? Non esiste, secondo il consigliere delegato allo sport Luca Vannucci che conferma: "Al momento attuale non c’è più nessun legame tra Comune e palestra: di fatto il gestore è l’Etruria". Intanto continua lo stato di abbandono dell’impianto di via Santa Caterina: così, mentre si parla del futuro dello stadio, alcuni impianti che hanno fatto la gloria e la storia dello sport pratese vanno in rovina.
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