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Prato

Teresa Moda, la confezionista si lamenta per il conto bloccato

PRATO. Un’altra dozzina di testimoni sono stati sentiti ieri al processo nei confronti di Giacomo e Massimo Pellegrini, proprietari del capannone della Teresa Moda, bruciato il 1° dicembre 2013...

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PRATO. Un’altra dozzina di testimoni sono stati sentiti ieri al processo nei confronti di Giacomo e Massimo Pellegrini, proprietari del capannone della Teresa Moda, bruciato il 1° dicembre 2013 insieme a sette operai cinesi. I Pellegrini sono accusati di concorso in omicidio colposo plurimo.

Nel corso dell’udienza davanti al giudice Fanales e al pubblico ministero Gestri sono sfilati alcuni tecnici e il direttore della filiale Mps di via Gora del Pero, che ha raccontato di aver ricevuto un paio di telefonate dalla sedicente titolare della confezione, dopo l’incendio, nelle quali la donna si lamentava perché era stato bloccato il conto corrente (su disposizione della Procura). Si è parlato anche dell’avvocato Bove (parte civile per alcuni familiari delle vittime) che nel gennaio 2014 è andato in Cina insieme alla titolare di fatto della confezione Lin Youlan (condannata in altro processo) per mediare un risarcimento di 110.000 euro a famiglia. Sono state poi acquisite le dichiarazioni dell’incaricato dell’Asm che vide i dormitori abusivi e li misurò per la tassa sui rifiuti, ma non ritenne opportuno segnalarli.

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