Il Tirreno

Prato

il verdetto

Toscana Energia vince la guerra del gas a Prato

di Paolo Nencioni
La sede di Estra in via Panziera
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La sede di Estra in via Panziera

Il Consiglio di Stato ha dato ragione al consorzio che si opponeva a Estra nella gara d'appalto indetta dalla passata giunta di centrodestra per la gestione della rete. Una svolta epocale: Consiag era titolare del servizio dal 1975, Estra dal 2010. La soddisfazione dell'ex assessore Bernocchi

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PRATO. Il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine sulla cosiddetta "guerra del gas", cioè sull'affidamento della gestione della rete di Prato a un soggetto diverso da quello che l'ha sempre gestita, il Consiag e poi Estra. Con una sentenza depositata oggi, 22 gennaio, i giudici amministrativi di secondo grado hanno confermato il verdetto del Tar della scorsa estate, che dava ragione al consorzio Toscana Energia, partecipata dai Comuni di Firenze e Pisa e dalla Snam, pronunciandosi sul ricorso presentato da Estra nel quale si era costituito anche il Comune di Prato. In sostanza i giudici hanno stabilito che Toscana Energia aveva i requisiti per partecipare alla gara d'appalto indetta dal Comune (quando era ancora amministrato dalla giunta di centrodestra). Questo significa che in tempi brevi Toscana Energia potrebbe assumere il controllo della rete, che verrà separata da quella che collega gli altri comuni della provincia di Prato. E significa anche che Toscana Energia dovrà sborsare circa 90 milioni a Estra per la proprietà della rete e 18 milioni al Comune di Prato a titolo di una tantum per la concessione (norme successive hanno eliminato l'una tantum, ma non sono retroattive), oltre al costo per lo scorporo della rete, che è stimato in circa 12 milioni di euro.

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Per Prato è una svolta epocale, tenendo conto che il Consiag ha gestito la distribuzione del gas fin dal 1975, l'anno della sua costituzione, prima del subentro di Estra, nel 2010. Sui tempi di effettivo passaggio della gestione da Estra a Toscana Energia non ci sono previsioni certe. I lavori per lo scorporo della rete dovrebbero essere abbastanza complessi e richiederanno mesi. Si tratta di installare contatori a tutti gli ingressi della rete di Prato, visto che tutti i comuni limitrofi saranno ancora serviti da Estra. La società di via Panziera ha la gestione di 99 comuni, tra cui tutti quelli della provincia di Prato (con l'eccezione da oggi del capoluogo) oltre ad Agliana, Montale, Sesto Fiorentino, Calenzano, Scandicci, Signa, Campi Bisenzio. Insomma, Prato diventa una sorta di isola circondata da comuni serviti da un altro gestore. Ma la situazione è in rapido cambiamento. Entro il 2015 si prevede che in molti comuni la gestione della rete sarà messa a gara, anche dei comuni ora serviti da Toscana Energia.

L'annosa vicenda della gara per l'affidamento della distribuzione del gas a Prato ha avuto anche uno strascico giudiziario nel luglio del 2013, quando scattarono perquisizioni nelle sedi di Consiag, Estra Spa ed Estra Reti. La Procura ha ipotizzato i reati di turbativa d'asta, abuso d'ufficio e abuso di posizione dominante: in pratica che Estra abbia messo i bastoni tra le ruote a Toscana Energia e al Comune per rallentare la gara d'appalto. Tra gli indagati figura anche Paolo Abati, direttore generale di Estra, per il quale è stato chiesto il processo.

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Ovviamente soddisfatto l'ex assessore comunale alle Grandi opere Filippo Bernocchi, che più di altri si è speso nella passata legislatura per la gara d'appalto sulla rete del gas. "Per me è stata la battaglia di civiltà politica più importante della mia vita - commenta - Una battaglia non fatta per me ma per i cittadini e i consumatori. E per le casse del Comune nelle quali ora finiranno 18 milioni di euro". Una situazione abbastanza insolita, se vogliamo: soldi che il Comune incassa grazie a una battaglia condotta dagli avversari politici e avversata dall'attuale maggioranza quando era ancora opposizione. "Mi piacerebbe sapere - attacca Bernocchi - che cosa ne pensano i tanti che nella vecchia opposizione e nella nuova maggioranza hanno criticato la mia iniziativa. Ora qualcuno dovrà fare un'azione civile nei confronti degli amministratori di Estra".

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