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criminalità

I dipendenti della Coop: "Rapina-lampo, non ci siamo accorti di nulla"

di Alessandra Agrati
Da sinistra in alto: Navarro Baronti, Maria Lanza, in basso sempre da sinistra Domenica Grassia, Alessandro Pestelli
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Da sinistra in alto: Navarro Baronti, Maria Lanza, in basso sempre da sinistra Domenica Grassia, Alessandro Pestelli

Prato, nel supermercato di via Bologna è tornata la normalità. A riposo la cassiera che è stata colpita alla spalla dai banditi. I dipendenti: "E' successo tutto in due minuti: in molti non si sono accorti di nulla"

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PRATO. Dopo la paura, alla Coop di via Bologna rapinata martedì 20 gennaio intorno alle 19,30, è tornata la tranquillità. Questa mattina, 21 gennaio, i clienti hanno fatto la spesa regolarmente e i dipendenti, eccetto la cassiera che è stata colpita ad una spalla con il calcio della pistola a cui il medico ha dato cinque giorni di malattia, sono rientrati al lavoro.

“Tutto si è svolto nel giro di pochi minuti, tre al massimo – racconta la cassiera Maria Lanza- io stavo facendo un versamento alla cassa uno, quella che si trova verso l'entrata di via Bologna, e non mi sono accorta di niente. Una signora mi ha avvertito e così mi sono spostata verso il banco della gastronomia e ho chiamato i carabinieri”:

Anche i clienti che facevano la spesa nelle corsie lontano dalle casse non hanno percepito il pericolo: il rapinatore, che ha tenuto sempre il casco integrale, non ha urlato ordini, si è avvicinato alla cassiera e le ha detto a bassa voce di consegnargli l'incasso”.

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“L'impressione – racconta Graziano Lupetti addetto al banco dell' ortofrutta– è che fosse inesperto, quando la mia collega non riusciva ad aprire la cassa, ha perso la pazienza e l'ha colpita sulla spalla. Non è andato neppure dalle altre cassiere è scappato subito”.

Fuori ad attenderlo un complice con il motorino acceso pronto a scappare. “Abbiamo una telecamera interna e una sulla porta del magazzino – spiega Alessandro Pestelli del banco gastronomia– quindi non siamo riusciti a prendere la targa. Comunque sicuramente prima di entrare hanno controllato che non ci fosse la guardia giurata. Anche le altre volte è successo la stessa cosa”.

Non ci sono stati grossi problemi anche perchè il personale è stato addestrato a muoversi in casi simili, l'ordine è di non opporre resistenza e mettere in sicurezza i clienti.

"Lavoro nella macelleria e non mi sono accorto di nulla – racconta Navarro Baronti – ho visto arrivare verso di me una mia collega che mi ha detto di chiamare i carabinieri, l'ho fatto, ma non ho visto nulla infatti quando mi hanno chiesto quanti fossero i rapinatori non ho saputo rispondere”.

Mentre Baronti, insieme ad altri clienti chiamavano le forze dell' ordine, (sul posto una volante dei carabinieri e una della polizia) Domenica Grassia, addetta al banco forno, aiutava i clienti, una trentina tra cui una donna incinta, a raggiungere il magazzino.

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“Verso le 19,20 stavo spazzando il piazzale - racconta Domenica Grassia - , appena finito sono rientrata per andare a servire, saranno passati pochi minuti, probabilmente hanno aspettato che io lasciassi campo libero, e mentre affettavo il prosciutto ho visto arrivare i clienti verso il banco, ho capito cosa stava succedendo e ho aperto la porta del magazzino ma non ho fatto uscire nessuno perchè non potevo vedere quello che succedeva nel parcheggio. Dopo poco tutto è finito e la gente ha potuto uscire tranquillamente”.

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