Il Tirreno

Prato

Muri in ordine ora il “tazebao” non va più di moda

di Maria Lardara
Muri in ordine ora il “tazebao” non va più di moda

Giro di controllo dell’assessore Alessi in Chinatown Dopo la tinteggiatura i cinesi non “sporcano” più

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PRATO. Armati di secchio e pennello, hanno battuto palmo a palmo la zona del Macrolotto 0 da Porta Pistoiese in giù, per un totale di 300 interventi in quasi due mesi. Il risultato è a regola d’arte, quello eseguito per conto del Comune dalle ditte di imbiancatura "Lastrucci" e "Pacianti", che sembra resistere per il momento a un’abitudine dura a morire nella comunità cinese, quella di scrivere sui muri e imbrattarli con valanghe di inserzioni (i cosiddetti tazebao). Annunci nella maggior parte dei casi riconducibili a giri di prostituzione e centri massaggi abusivi. Come quelli che deturpavano fino a poche settimane fa una parete di via Nino Rota, ora restituita al suo originario colore grazie all’operazione decoro lanciata dall’assessorato all’ambiente agli inizi di dicembre. E se il buongiorno si vede dal mattino, è sicuramente un segno positivo che in un mese e mezzo nessuno abbia provato a riscrivere su quei muri dopo la mano di bianco. «La sfida - sottolinea l'assessore Filippo Alessi -era far sì che i graffiti non tornassero dove era stato ripulito. Al momento la risposta è buona, tanti commercianti cinesi ci hanno ringraziato per le facciate più pulite. Parallelamente, abbiamo coinvolto l’ufficio immigrazione per studiare una campagna di comunicazione mirata verso la comunità cinese, per fare in modo che pulizia e decoro diventino prima di tutto una scelta di senso civico».

Budget a disposizione dell’assessorato: 6mila euro, cui si aggiunge una quota di 2mila per mantenere i risultati e affidamento in economia alle migliori ditte del territorio. La scommessa però non è stata ancora vinta completamente. La fase numero due dell’operazione, più complicata, prevede la rimozione dei foglietti con i numeri telefonici solitamente attaccati per terra, sui pali della luce, sui cestini e sui contatori del gas. A breve entrerà in azione un piccolo esercito di operatori di Asm Servizi che, muniti di apposito gel, proveranno a estirpare una volta per i tanti bigliettini. Un intervento a costo zero perché Asm impiegherà una decina di lavoratori disoccupati individuati attraverso il bando provinciale "Linea 6". Non trascurabile il capitolo sanzioni che ammontano fino a 200 euro. Un vademecum con due “comandamenti” (“vietato scrivere sui muri”, “vietato attaccare ogni tipo di annuncio sui muri, sui pali, sui segnali stradali, sui cassonetti o su ogni altro elemento di arredo urbano”) sarà distribuito all’interno della comunità cinese: dal volantinaggio all’affissione di un migliaio di locandine nei circoli, nei bar e nei luoghi deputati per l’affissione pubblica. Un’idea potrebbe essere quella di convincere i commercianti a installare i tazebao elettronici sulle vetrine, come già accade per qualche negozio. Il punto è il messaggio che si cela dietro gli ideogrammi, passati al vaglio dei mediatori culturali del Comune. «E’ cambiata la tipologia dell’inserzionista - spiega Valentina Sardi, responsabile del servizio immigrazione -: un tempo avevamo a che fare il privato che metteva a disposizione un alloggio per i connazionali e lo pubblicizzava con i suoi mezzi. Ora, nel 90% dei casi gli annunci, si riferiscono a centri massaggi o giri di prostituzione. La frequenza con cui si ripetono certi numeri lascia pensare a una vera e propria organizzazione dietro, per questo tutte le segnalazioni vengono trasmesse alla polizia municipale». Ancora non c’è stata la telefonata di “ammonimento” a chi deturpa la parete (se n’era parlato inizialmente), non essendoci appunto dall’altra parte della cornetta un privato che sgarra ma – presumibilmente – giri di prostituzione.

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