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Convivere con un tumore, Alessia si racconta in un blog
Si è ammalata di un cancro al seno e ora dà consigli a chi vive la stessa esperienza «Sono piccole cose ma forniscono risposte ai tanti dubbi e disagi che tutte abbiamo»
PRATO. Un blog per imparare a convivere con un tumore, consigli su come vestirsi, come truccarsi, che creme utilizzare durante la radioterapia, ma anche piccole perle di saggezza su come affrontare la giornata. Alessia Silecchia, una laurea in economia e commercio, la passione per la moda, un fisico e un viso splendidi, a 37 anni (due anni fa) ha scoperto di avere un tumore al seno in stato avanzato. Si è sottoposta all' operazione ha fatto la chemioterapia, ha attraversato momenti difficili, ma alla fine ha sconfitto il male e ha messo a disposizione di tutte le donne la sua esperienza lanciando il blog Vanity Anatomy. «Mi hanno diagnosticato il tumore il giorno del mio compleanno, improvvisamente mi è cascato il mondo addosso.
Avevo tante domande da fare, al di là di quelle canoniche, ma non sapevo a chi rivolgermi. Così piano piano mi sono data le mie risposte cercando nella rete. E' stato difficile e quando ho iniziato a stare meglio ho deciso, con l'aiuto del grafico Francesco Mugnai che ha sposato la mia causa, di diventare una blogger un po' speciale».
Nel sito di Alessia ci sono tanti consigli pratici che nascono dalla vita quotidiana. «Dopo i cicli di radioterapia – spiega – i miei amici mi hanno regalato una pianta come augurio di una nuova vita, io ho sempre avuto il pollice verde, ma dopo tre settimane è seccata, nonostante le mie cure. Questo fatto mi ha fatto pensare, volevo capire cosa stesse succedendo, temevo che fosse in corso una mutazione strana, che sarei diventata un'aliena. Invece ho scoperto che per un certo periodo si rimane radioattivi, è normale, ma nessuno me lo aveva detto. Tanta angoscia che poteva essere evitata con una semplice informazione».
E ancora, quando si fa la radioterapia al seno non bisogna indossare biancheria nera, non per una questione di superstizione, ma perché vengono utilizzati coloranti al piombo che interagiscono in modo negativo con le radiazioni. «Anche questo l'ho imparato a mie spese. Ho cercato di fare tesoro di tutte queste esperienze per poi condividerle nel blog». Alessia però va oltre: sprona le donne a non trascurarsi, neppure nei momenti più difficili. «Il giorno dopo l'operazione – racconta- mi sono truccata e pettinata. Non è stato un atto di frivolezza, ma di volontà: il male non ha sconfitto la mia femminilità. Io resto donna, nonostante tutto. Guardarsi allo specchio e vedere che comunque la malattia non è riuscita ad annientarti è stato per me utile. Dopo la radio i capelli si sono assottigliati e sciupati, sono andata dal parrucchiere e ho fatto le extension. Tornare ad avere una capigliatura normale mi ha permesso di uscire e continuare a fare la vita sociale di sempre». Non solo consigli estetici, ma anche psicologici.
«Durante la radioterapia è stata utilissima la musicoterapia. Mi è stata suggerita da una dottoressa che stava facendo un progetto sperimentale. Anche questa esperienza voglio condividere, basta mettere in una chiavetta le canzoni legate a momenti felici, sembra strano, ma è una dose di positività che ti aiuta ad affrontare quei tragici dieci minuti di terapia».
L'ASSOCIAZIONE AURORA. Soltanto chi ha avuto un tumore al seno può capire le angosce, le paure e i dubbi di chi improvvisamente scopre di avere un carcinoma alla mammella. Partendo da questa certezza nel 2000 Cristina Villani ha fondato l'associazione Progetto Aurora Donna che oggi, dopo la sua morte, conta 80 soci volontari. «Il nostro compito – spiega Andrea Logli consigliere dell'associazione e vedovo di Maria Fabrizi presidente fino allo scorso dicembre – è di accogliere le donne, non solo indirizzandole verso percorsi specifici, ma anche informandole di tutto l'iter, compresi i momenti di sconforto, a cui devono sottoporsi».
Oltre a gestire lo sportello il martedì e il giovedì dalle 14 alle 17 nel nuovo ospedale Santo Stefano, le volontarie vanno a trovare le ricoverate nel reparto di oncologia per parlare con loro.
«Purtroppo – spiega Logli – da qualche anno l' età media della malattia si è abbassata, molto spesso colpisce anche ragazze con meno di vent'anni».
Tra le problematiche affrontate anche quella dell' abbandono. «Le donne spesso- spiega Logli – si trovano ad affrontare questo calvario da sole, sono in aumento i casi in cui i compagni le abbandonano, forse per paura o per vigliaccheria. La nostra presenza diventa così, ancora più preziosa e fondamentale per colmare, almeno in parte, quel senso di solitudine che fa male quanto un tumore».
I NUMERI DELLA LILT. Solo il 30,7% della popolazione pratese muore a causa di un tumore mentre il 12,6% dei ricoveri ospedalieri sono riconducibili ad un carcinoma. Emerge questo dalla Relazione del direttore generale al bilancio di previsione 2013-2015 . Risultati che si sono ottenuti grazie anche alla presenza sul territorio di numerose associazioni fra cui la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) che si pone come obiettivo primario la prevenzione e contemporaneamente fornisce un servizio di diagnosi precoce e di affiancamento nelle cure verso i pazienti malati di tumori.
Nel corso del 2014 la sezione pratese ha effettuato 6.089 prestazioni dermatologiche ( 50,98%), 3.863 ecografie (32,34%), 747 (6,26% ) visite ginecologiche, 291 prestazioni di carattere psicologico ( 2,44%), 136 interventi (1,14%) , 362 consulenze dietistiche (3,03%) e 458 visite (3,84%) per un totale di 11.946 prestazioni. «La prevenzione – spiega Roberto Benelli presidente della sezione pratese – è fondamentale come uno stile di vita corretto. In alcune tipologie di tumori, come ad esempio quello alla mammella, prima si interviene maggiori sono le possibilità di guarire».
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