Il Tirreno

Prato

Eurotintoria chiude 82 dipendenti senza lavoro

di Ilenia Reali
Eurotintoria chiude 82 dipendenti senza lavoro

La fabbrica, a sorpresa, annuncia ai lavoratori la cessazione dell’attività Il sindacato: «Ci siamo visti un mese fa: niente faceva pensare a questo»

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PRATO. Hanno chiamato i rappresentanti sindacali interni e hanno messo loro in mano una lettera. L'azienda cesserà l'attività e gli 82 dipendenti saranno licenziati. Stiamo parlando di Eurotintoria, una delle aziende di finissaggio più note e più grosse del distretto.

Un'azienda che ha, nel suo passato, problemi enormi ma che proprio qualche mese fa sembrava fossero stati risolti. A seguito del fallimento della Go Fin, gruppo Sasch, la tintoria si era infatti ritrovata con il 50 per cento della gestione in mano ai curatori fallimentari pur rimanendo fuori dal crac delle aziende dell'ex sindaco Roberto Cenni: una situazione che non dava la possibilità di fare alcuna scelta straordinaria . Poi, il luglio scorso e dopo mesi di trattative, era arrivata la possibilità di acquistare le quote da parte dei soci privati (società che fanno riferimento alle famiglie Bini e Baroncelli) e quindi era tornata la speranza. Era stata venduta una parte del magazzino per ripianare i debiti, riaperte le linee di credito con le banche, riavviata una gestione di ampio respiro. Già nel 2013 era stata fatta al Tribunale un'offerta di un milione di euro non accettata e fin dal 2010 il socio di riferimento Roberto Bini aveva dato la sua disponibilità a rilevare le quote dei società socia fallita. Con la riorganizazione di luglio sembrava quindi che il peggio fosse superato. Nei giorni scorsi la consegna inaspettata della lettera di cessazione dell'attività, l'assemblea straordinaria dei lavoratori piena di rabbia e smarrimento dopo che, per anni, erano stati a fianco dell'azienda per superare tutte le difficoltà. "Ci hanno consegnato la lettera - spiega Riccardo Cerchiari della Rsu di Eurotintoria - e onestamente non ce l'aspettavamo. Ci siamo visti prima di Natale, sapevamo che c'erano problemi di mancanza di lavoro, ma non pensavamo assolutamente a una decisione di questo tipo".

Negli anni sembrava che l'intenzione di andare avanti ci fosse tutta: dopo che Carlo Mencaroni, anima dell'azienda e braccio destro di Cenni, e il figlio Franco (ora alla rifinizione Cambi) se ne erano andati c'erano stati inserimenti di nuovi responsabili fino a poco tempo fa quando era stato chiamato a dirigere alcuni reparti un tecnico ex Finmode.

E' durissima Annarosa Stefani, sindacalista della Filctem Cgil che da anni segue l'azienda. "Negli anni - ha esordito - i dipendenti hanno fatto sacrifici enormi, anche non riscuotendo lo stipendio per tre mesi, per salvare il loro posto di lavoro e l'azienda. Ci veniva detto che il problema era la quota di società rimasta in gestione alla curatela fallimentare ma che una volta risolto questo problema sarebbero stati superati sia i problemi di liquidità e si sarebbe potuto tornare a investire in Eurotintoria. A luglio questo problema è stato risolto. Ci siamo visti il 9 dicembre e in quella data ci hanno detto che potevano esserci problemi di esubero di personale ma che non avevano intenzione di aprire procedure. Avrebbero sopperito alle carenze di lavoro con una cassa integrazione ordinaria. Hanno detto di stare tranquilli. Un mese dopo ci inviano una lettera per cessazione. Mi piacerebbe capire cosa ha portato a questa decisione improvvisa e secondo me, irresponsabile. Aprire una procedura oggi vuol far perdere ammortizzatori sociali per un anno a chi ha più di 50 anni, sei mesi a chi ne ha più di 40. E impedire una fase intermedia di cassa integrazione straordinaria per cessazione. Vuol dire ripagare i propri dipendenti senza alcun rispetto".

Per lunedì 19 gennaio è fissato l'appuntamento con l'assemblea sindacale. E' qui che si deciderà quali iniziative intraprendere. "Per il momento - aggiunge Cerchiari - non stiamo facendo iniziative perché speriamo che l'azienda possa tornare sui suoi passi".

Non è escluso infatti che la proprietà possa decidere di non arrivare alla cessazione ma che punti a ridurre in modo importante il personale abbattendo i costi.

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