Svaligiata villa alla Pietà Il bottino è di 40.000 euro
L’immobiliarista Stefano Santanni: «Ero appena partito per andare al mare quando è scattato l’allarme. Questo è il terzo furto, così non si va avanti»
PRATO. Sono entrati in casa beffando l'allarme perimetrale, poi hanno tagliato la cassaforte con un flessibile e portato via un bottino del valore di 40.000 euro. E' accaduto sabato alle 17,30 nella casa dell'imprenditore e immobiliarista Stefano Santanni, in via dei Muratori.
E' il terzo furto che la famiglia subisce, già in altri due casi (nella casa in Versilia) l'imprenditore era stato vittima dei ladri. «Stavamo andando al mare e quando ci hanno avvertito che era suonato l'allarme - ha riferito Stefano Santanni - siamo tornati indietro e nostro figlio ci ha subito detto che erano entrati i ladri in casa. Infatti quando siamo arrivati c'erano già i carabinieri. Sono entrati dal terrazzo sul retro e con un flessibile hanno tagliato la cassaforte e hanno portato via tutto quello che c'era dentro».
«Ancora la stima esatta non l'abbiamo fatta ma si ritiene abbiano rubato oggetti per un valore di circa 40.000 euro: c'erano orologi di prestigio, collane d'oro e perle oltre ai braccialetti d'oro dei ragazzi». Santanni non se ne fa una ragione. «E' incredibile - ha continuato a spiegare - perché avevo messo anche l'allarme perimetrale. E' stato un lavoro da professionisti: non hanno aperto la porta finestra nella parte del vetro perché in quel caso l'allarme sarebbe scattato. Hanno rotto la parte in legno non collegata al perimetrale . E' chiaro che ci hanno tenuto d'occhio. Al mare invece avevano rotto le cerniere. Tra l'altro dietro alle persiane tenevamo due occhielli con un lucchetto per non farle salire e anche in questo caso hanno sfilato le stecche basse e sono riusciti a svitare tutto».
La casa non è stata neppure messa a soqquadro. «Hanno subito cercato dietro ai quadri e dopo 3-4 prove hanno trovato la cassaforte - continua Santanni - che aveva una lunghezza di un metro e con un flessibile hanno tagliato la parte dove non ci sono i fermi quindi a circa tre quarti dello sportello: conoscevano tutto, anche i requisiti tecnici della cassaforte. Non hanno avuto dubbi su dove si doveva tagliare. Hanno preso tutto quello che c'era dentro e poi, non contenti, sono andati anche in camera nostra dove c'erano i gemelli e delle collane. Poi hanno aperto la porta della sala e a quel punto è scattato l'allarme e sono scappati».
Santanni (un suo magazzino, tra l'altro, andò a fuoco alcuni mesi fa) è esasperato. «Prima di Natale per ben tre volte mi hanno rotto il vetro della macchina - conclude l’imprenditore - e meno male il mio orologio me lo ero rimesso al polso. Siamo veramente esausti e non ne possiamo più. Bisogna fare qualcosa perché così non si può più andare avanti».
Vezio Trifoni
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