Numerose prese di posizione per la sentenza sulla strage del Macrolotto
Il presidente Rossi: "Il nostro obiettivo è tutelare la vita". Brezzo (Cgil): "Spero ora ci sia un forte effetto deterrente".
Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "E' una sentenza importante, arrivata rapidamente. Una sentenza che chiama in causa anche i proprietari degli immobili e stabilisce un principio di responsabilità rispetto alle condizioni di lavoro e alle attività produttive. E' una sentenza che ci aiuta nel lavoro che stiamo facendo con il Progetto "lavoro sicuro" per i controlli nei capannoni, insieme alla Procure, alle Prefetture, ai Comuni e alle Forze dell'ordine." Ha commentato così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi le condanne del Tribunale di Prato ai responsabili del rogo di via Toscana a Prato in cui, il primo dicembre 2013, persero la vita sette operai cinesi. "Il nostro obiettivo - ha continuato il presidente - è quello di tutelare la vita, bonificare e far emergere il distretto industriale del pronto moda. E' evidente che accanto al lavoro fatto per garantire la sicurezza l'obiettivo dello Stato deve essere quello della lotta al lavoro nero e all'evasione fiscale. Nessuno - ha concluso Rossi - può dire che dopo i tragici fatti del rogo nella ditta cinese "Teresa Moda" a Prato, le istituzioni non abbiano saputo reagire con la necessaria determinazione e compostezza".
Il segretario generale Filctem Cgil Prato Massimiliano Brezzo. “La decisione del Tribunale di Prato in relazione alla strage della Teresa Moda ha riconosciuto la responsabilità individuale degli imputati ed ha comminato le pene relative. Speriamo vivamente che questo abbia un forte effetto deterrente per tutto il sistema illegale di produzione dell’abbigliamento e per l’economia “malata” che gli gira intorno. Un sistema che, come purtroppo è successo, mette a rischio la vita di chi ci lavora. Siamo soddisfatti dell’accoglimento della nostra richiesta di costituzione di parte civile e del relativo riconoscimento del danno subito dalle Organizzazioni dei lavoratori sulla base delle motivazioni che abbiamo addotto: infatti, con la sentenza di oggi non sono stati condannati solo gli imputati, ma è stato condannato l’intero sistema produttivo illegale. Un sistema che, per il suo stesso modo di funzionare, impedisce ai lavoratori di entrare in contatto con le organizzazioni sindacali e al sindacato di poter entrare il contatto coi lavoratori. Oggi questo è stato sancito da un Tribunale della Repubblica, con buona pace di molti commentatori poco informati”.
Il segretario regionale Idv Giovanni Fittante. Arrivano le condanne per gli accusati di omicidio colposo plurimo in relazione all’incendio che il primo dicembre 2013 provocò 7 morti tra gli operai di una fabbrica a Prato. “Una sentenza importante, che punisce i responsabili di un tragico episodio, ma che da sola non è sufficiente a risolvere il problema grave dello sfruttamento della manodopera straniera e della sofferenza di intere famiglie, costrette a vivere giorno e notte all’interno dei luoghi di lavoro, in locali fatiscenti. Occorre garantire controlli rigorosi nelle fabbriche, così da scongiurare il ripetersi di simili eventi e consentire condizioni di vivibilità su cui il nostro Paese non può derogare”. E’ quanto dichiarato dal segretario regionale dell’IdV Toscana, Giovanni Fittante.
Aldo Milone, capogruppo di Prato libera e sicura. La sentenza di condanna delle tre donne cinesi che gestivano il pronto moda "Teresa Moda" è, senza alcun dubbio, un riconoscimento al lavoro straordianrio della Procura di Prato che, per la prima volta, ha evidenziato un sistema, denominato Prato, che è presente nel distretto "parallelo" cinese. Ai magistrati va tutto il mio plauso per questa prima vittoria giudiziaria che, in un certo senso, è anche un riconoscimento al lavoro che, da assessore, ho portato avanti negli ultimi 5 anni. Dopo questa sentenza diversi soggetti, come è nel costume italico, sono saliti sul carro dei vincitori. Il Presidente della Regione Rossi, in maniera impropria e ingiustificata, ha subito sbandierato il suo impegno nella lotta all'illegalità. Vorrei rammentare all'esimio Governatore che, per rendersi conto di quello che succedeva nel distretto "parallelo," ha dovuto attendere la morte di 7 persone. Lo stesso Rossi, forse dimentica facilmente, il 23 gennaio del 2014 propose di regolarizzare i dormitori nei capannoni per poi smentire quanto aveva dichiarato. Lo si può definire un ottimo ballerino di valzer per le sue smentite repentine anche su altre proposte. Se ci fosse, però, anche un tribunale "morale", lui dovrebbe essere il primo colpevole di questa tragedia perchè ha sempre ignorato i continui allarmi che venivano lanciati dal sottoscritto e dalle Forze di Polizia nei mesi precedenti alla tragedia. Anzi in più occasioni ha definito una risorsa per Prato questo sistema di illegalità. E mi fermo quì perchè la lista delle cose da ricordare al Rossi sarebbe lunga. Un riferimento obbligato va anche ai sindacati che, paradossalmente, hanno avuto un risarcimento da questa sentenza. Anche a loro negli anni scorsi ho fatto presente, anche se il problema in città era noto, le condizioni in cui lavoravano e venivano sfruttati i lavoratori cinesi e i potenziali pericoli che potevano derivare dalla presenza della commistione produttivo-abitativa nei famigerati capannoni. Gli stessi sindacati dovrebbero anche ricordare la consegna da parte mia di un dossier al Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso nel luglio del 2012.Purtroppo in Italia, come spesso succede, si cerca di correre ai ripari, a volte anche in maniera ipocrita come in questo caso, dopo ogni tragedia ignorando i vari allarmi che nel periodo antecedente venivano lanciati.
Alessandro Bonacchi, segretario del circolo Carlo Giuliani di Rifondazione comunista. Vergogna! Basta schiavi! Basta morti sul lavoro! Di qualunque nazionalità sia il padrone ha sempre lo sconto 8 anni per 7 morti, il padrone ha sempre lo sconto. Auspichiamo che venga fatto un processo di appello nel quale vengano condannati tutti i colpevoli senza applicazione di sconti di pena, dobbiamo renderci conto che la lotta è contro la riduzione in schiavitù ed i morti sul lavoro.
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