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Varchi, la non rivoluzione della Ztl

Varchi, la non rivoluzione della Ztl

Chi ha i permessi potrà continuare a entrare senza rischi. In vista l’allargamento della zona pedonale

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PRATO. Tutto cambia, niente cambia. Sembra essere questa la filosofia che anima la “non rivoluzione” della viabilità nel centro cittadino. Di fatto con l’arrivo dei varchi (che entreranno a regime a fine marzo pur essendo già accesi) per chi ha i permessi di accesso alla ztl non cambia niente. In un’ottica futura l’obiettivo è quello di allargare la zona pedonale, Apu, a una parte più ampia del centro storico (ora c’è solo in piazza Santa Maria delle Carceri) ma anche in questo caso si tratta di accessi che il buonsenso già tende a far evitare se non in caso di emergenza.Chi, pur avendo il permesso, attraversa piazza del Duomo?La vera rivoluzione ci sarà invece quando l’assessore comunale Filippo Alessi riuscirà a far fare un passo in avanti ai pratesi creando una rete integrata tra bus, parcheggi, treno e bike sharing con un biglietto unico come accade già, del resto, in tutte le grandi città.

Assessore Alessi, chi potrà avere accesso alla ztl?

«Gli stessi di oggi. I possessori dei permessi 1 (residenti), 3A (pubblica utilità), 63 (manutentori di impianti), 13 (medici), 15 (domiciliati in centro), 8A (clienti degli alberghi), 4 (commercianti con consegna a domicilio), 4A (commercianti). Chi non avrà questi permessi non potrà entrare mai: i varchi saranno accesi dalle 0 alle 24. Va da sè che sarà possibile richiedere permessi provvisori. Gli invalidi invece dovranno far avere a Essegiemme la targa dell’auto utilizzata solitamente e avvertire chiamando un numero che sarà presto reso noto se si intende entrare in ztl con un’auto diversa».

A cosa serve quindi questa fase iniziale senza multe?

«Ad accertarsi che tutto funzioni per il meglio e a fare eventuali correzioni se necessario. Nel frattempo stiamo portando avanti una revisione dei permessi proponendo a quelle associazioni che hanno il permesso 3A il 3».

Quindi sia oggi sia in futuro chi ha il permesso 3A (e non sono pochi) potrà ancora transitare in piazza Duomo?

«Si ma l’obiettivo sarà quello di creare una zona pedonale in piazza Duomo, corso Mazzoni, piazza del Comune, via Ricasoli e piazza delle Bigonge. Rimane fuori in una prima fase via dei Garibaldi altrimenti sarebbe difficile raggiungere una serie di strade interne. Diciamocelo peròsi tratta di decisioni di buonsenso. A Pistoia e nella gran parte delle altre città la zona pedonale esiste ed è ben più estesa di quella attuale».

Piazza Duomo sarà completamente chiusa in un’ottica futura?

«Ripeto che l’allargamento dell’Apu non partirà a marzo ma sarà una tappa futura. Per piazza Duomo lasceremo aperto il passaggio da via della Sirena. Non si può più tollerare però di vedere auto che attraversano trasversalmente la piazza. Non si sta facendo alcuna rivoluzione ma solo facendo le cose sul serio: le regole che ci sono vanno rispettate. Non si può entrare in ztl se non si hanno i permessi».

Ci sono piazzette del centro (piazza Santa Maria del Castello, piazza Lippi) sempre piene di auto parcheggiate. Lì sarà vietata la sosta?

«Per il momento no. Finchè non saremo in grado di rafforzare il sistema dei parcheggi a ridosso del centro creando collegamenti più agevoli non possiamo vietare la sosta in quelle aree per chi ha i permessi. Come del resto in piazza San Francesco».

Cosa significa rafforzare i collegamenti tra parcheggi e centro?

«Penso alla creazione di migliori collegamenti con la demolizione del vecchio ospedale, illuminare e rendere più sicura la zona che collega piazza del Mercato Nuovo al Serraglio e quindi al centro, per esempio. Qui con l’assessore Barberis abbiamo programmato una nuova pavimentazioni, illuminazione più efficace, telecamere. Il sindaco inoltre ha messo a punto un progetto di operatori di strada per migliorare la situazione in quell’area».

Impossibile togliere le auto dal centro e trovare spazi a ridosso delle mura per tutti. Non crede?

«E’ evidente che a Prato ci sono troppe auto. Sto lavorando per portare in città il car sharing e l’utilizzo delle biciclette migliorando anche la fruibilità del trasporto pubblico».

Ilenia Reali

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