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Effetto crisi: prezzi in calo i piccoli negozi arrancano
Il costo del pieno è sceso di quasi cinque euro. Calati anche gas ed elettricità ma per la spesa quotidiana il segno meno è a macchia di leopardo
PRATO. Calano i prezzi di alcuni servizi e di molto prodotti, in primis quello della benzina.
Fare il pieno di carburante rispetto a due anni fa in media costa 5 euro in meno.
«Nel novembre 2013 un litro di benzina costava 1.706 euro mentre per il diesel il prezzo era di 1.604 euro al litro – spiega Roberto La Giglia del distributore Q8 di viale Galilei – oggi invece siamo rispettivamente calati a 1.437 e 1.357. La diminuzione per noi è giustificata da due motivi: il costo al barile che è precipitato e una gestione che prevede il self service sempre. Questo comporta una spesa minore di personale che quindi non viene ricaricata sul prezzo finale del carburante».
Oltre alla benzina per il 2015 i ritocchi verso il basso riguardano il gas – 0,3% e l'elettricità per le famiglie, – 3%. Rincaro probabile invece, delle tariffe dell' acqua di oltre il 6% .
Rincari a macchia di leopardo anche per quanto riguarda la spesa quotidiana. «Certi prodotti, come il pane fresco hanno mantenuto lo stesso prezzo– spiega Selena Papini cliente del supermercato Esselunga – altri come quelli per la colazione e gli scatolami sono aumentati, mentre alcuni freschi come la carne hanno registrato una diminuzione del costo. Per cercare di far quadrare i conti faccio molta attenzione e cerco di non farmi sedurre troppo dalle offerte speciali acquistando ad esempio prevalentemente prodotti a lunga scadenza, altrimenti quelli che scadono più velocemente si rischia di buttarli via, annullando di fatto l'effetto sconto».
Diversa la strategia di vendita della Coop che da tre mesi ha abbassato del 20% il prezzo di alcuni beni di prima necessità a marchio proprio: un litro di latte fresco interno è passato a 1,29 a 99 centesimi, la confezione di tre mozzarelle da 2.238 euro a 1,99 euro. In pratica una riduzione di circa 30 centesimi.
Nei piccoli negozi, invece, si lotta per mantenere invariati i prezzi e riuscire a contenere le spese. «Da tre anni non aumento il costo dei tortellini e dei prodotti di mia produzione – spiega Patrizia Ferraboschi del Pastificio Ferraboschi – lo sforzo è tutto mio perché ogni anno aumentano le tasse e il costo del personale che in qualche modo va ammortizzato. Purtroppo spesso ci si lascia convincere da alcune offerte esagerate: se l'olio costa meno di 4 euro al chilo, non bisogna essere contenti perché è un prezzo troppo basso per salvaguardare la qualità».
Calano invece i prezzi di frutta e verdura. «La prima – spiega Piero Cini titolare dell'Ortolano di Via Casella – perchè si fa molto più attenzione agli imballaggi cercando dove è possibile di riciclarli per abbattere i costi, la seconda per una questione clima: generalmente in inverno la verdura costa di più a causa del freddo e delle gelate, ma quest'anno a parte gli ultimi giorni, le temperature sono miti e così i prezzi restano contenuti».
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