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Prato

il caso

Ragazzina molestata dal prof, il padre infuriato davanti alla scuola

di Paolo Nencioni ed Emanuele Vattiata
Ragazzina molestata dal prof, il padre infuriato davanti alla scuola

Il genitore della studentessa si è presentato davanti all'Istituto d'arte di Montemurlo chiedendo di poter entrare. A scatenare la protesta la notizia che il professore sarebbe tornato a fare lezione. E' stato bloccato dai carabinieri e denunciato per resistenza: "Finché la vicenda non verrà chiarita quel professore non deve più entrare nella scuola". I commenti di alcuni studenti

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PRATO. Si è presentato ai cancelli dell'istituto d'arte di Montemurlo frequentato dalla figlia chiedendo con forza di poter entrare il genitore della studentessa che ha denunciato nei giorni scorsi molestie sessuali subìte da un professore. Il personale della scuola però non lo ha fatto entrare.

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L'uomo (di cui omettiamo le generalità per tutelare la figlia minorenne) quindi ha cominciato a dare in escandescenze tanto che dalla scuola è stato richiesto l'intervento dei carabinieri. A scatenare la rabbia del genitore la notizia che il docente, che era stato sospeso temporaneamente dall'insegnamento, oggi, 7 gennaio, sarebbe rientrato nell'istituto. Sul posto anche un'ambulanza della Misericordia di Montemurlo. Da quanto ha poi riferito il genitore sarebbe stata la figlia ad avvertirlo che oggi il professore era rientrato in classe. Una volta informato l'uomo ha avvertito i carabinieri: "visto che non lo fate voi ci penso io a pestarlo". Quando si è presentato davanti all'istituto ha trovato però i militari. Nel tentativo di entrare nella scuola l'uomo è caduto ed ha battuto un ginocchio. Da qui la richiesta di invio di un'ambulanza.

L'audio della studentessa molestata: "Prof, che cosa fa? Mi bacia?"

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Questo il racconto del padre della ragazzina. “Quando mia figlia mi ha chiamato stamattina dicendo che il professore era rientrato in servizio - racconta  il padre della studentessa - sono stato io a chiamare i carabinieri. Se non ci pensate voi, ora vado a scuola e lo pesto, gli ho detto. Quando mia figlia lo ha denunciato per molestie mi avevano assicurato che non sarebbe tornato a insegnare in quella scuola, e invece rieccolo qui. Io non chiedo la luna, voglio solo che sia sospeso dall’insegnamento fino a quando non saranno terminate le indagini. E se venisse condannato, che non possa insegnare in nessun tipo di scuola. Se poi invece accerteranno che è stata mia figlia a fare la stupida, allora puniscano lei. Ma così non può andare”.

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Il padre della ragazza si rigira tra le mani un tablet nel quale è contenuto un file audio. E’ la registrazione fatta di nascosto dalla figlia durante l’ultimo incontro col professore di scienze. Nell’audio si sentirebbero gli apprezzamenti del professore. “Almeno due insegnanti hanno riconosciuto la sua voce - dice Marco - ed è su questo che stanno indagando i carabinieri”.

Poco prima delle 14 il padre della ragazza è stato convinto dai carabinieri a seguirli in caserma, rischia una denuncia per resistenza, ma lui è tranquillo, dice che è andato a scuola solo per tutelare la figlia.
Subito dopo sono stati aperti i cancelli e i bidelli hanno fatto uscire i ragazzi. Insieme a loro è uscito anche un gruppetto di insegnanti, tra loro anche il docente denunciato dalla sedicenne, faccia scura e occhi bassi. Nessuno ha voluto commentare la vicenda, nemmeno la vice preside. In serata si è appreso che il padre della ragazza sarà denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

Commentano, invece, i compagni di scuola della ragazza al centro del caso. E le loro valutazioni non sono tenere. “Io sono la sua migliore amica - dice una ragazza - e vi posso dire che è anche un po’ colpa sua. Lo ha provocato dall’inizio dell’anno”. Un’altra ragazza non è d’accordo: “Sì, può essere andata così - dice - ma se anche fosse, il professore non doveva stare al gioco”.

Ora però bisognerà capire chi ha deciso (e soprattutto perché) di riammettere il docente all’insegnamento nella scuola di Montemurlo, visto che era prevedibile che si sarebbe creata una situazione di questo tipo.

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