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Prato

saldi: il direttore dei gigli

«Meglio anticiparli di più anzi, meglio abolirli»

«Meglio anticiparli di più anzi, meglio abolirli»

PRATO. Circa duemila persone hanno atteso ierimattina fino alle 9 l'apertura dei Centro commerciale dei Gigli per l'inizio dei saldi invernali. Lo ha reso noto la direzione del centro commerciale di...

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PRATO. Circa duemila persone hanno atteso ierimattina fino alle 9 l'apertura dei Centro commerciale dei Gigli per l'inizio dei saldi invernali. Lo ha reso noto la direzione del centro commerciale di Capalle.

L'apertura dei quattro ingressi è avvenuta alle 9 in punto, ma fin dal primo mattino in molti si sono messi in coda per approfittare delle prime offerte promozionali delle decine di negozi presenti nel centro commerciale di Capalle. I primi negozi a essere interessati dal flusso di clientela, spiega la direzione del centro, sono stati quelli dell’intimo e alcuni marchi di grandi catene dell’abbigliamento. Quasi pieno anche il parcheggio davanti ai Gigli, che può ospitare circa cinquemila vetture.

E' il direttore commerciale dei Gigli Yashar Deljoye Sabeti a lanciare la proposta di fare un ulteriore passo avanti nella liberalizzazione del commercio.

«Siamo decisamente soddisfatti della partenza dei saldi invernali a I Gigli – commenta - un inizio che è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Sicuramente l'anticipo del periodo promozionale al 3 gennaio ha favorito sia il commercio che la clientela ma crediamo che, in un regime di liberalizzazione dei mercati e delle vecchie logiche del retail, i saldi potrebbero essere anticipati al 27 dicembre o addirittura aboliti definitivamente. Lasciare autonomia e libera iniziativa ai commercianti sarebbe l'ulteriore mossa a favore dei consumatori italiani».

In realtà una liberalizzazione strisciante è nei fatti già esistente. Girando a Prato ma anche in altre città toscane già prima del Natale, ma anche nei giorni successivi, era possibile notare tanti negozi che annunciavano vendite a prezzi scontati e ribassati. Segno che anche quest’anno lo shopping natalizio, complice la crisi eperdurante, ha segnato fortemente il passo.

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