Il Tirreno

Prato

la buona azione

Si chiama Marta e sono suoi i 600 euro ritrovati al mercato

Ilenia Reali
La ragazza, una parrucchiera che lavora in via Ferrucci, aveva messo nella busta oltre al regalo della madre anche dei soldi della tredicesima. Era al mercato per comprare delle scarpe (video Batavia) <a href="http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/12/30/news/si-chiama-marta-e-sono-suoi-i-600-euro-ritrovati-al-mercato-1.10581217">L'ARTICOLO</a>
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La ragazza, una parrucchiera che lavora in via Ferrucci, aveva messo nella busta oltre al regalo della madre anche dei soldi della tredicesima. Era al mercato per comprare delle scarpe (video Batavia) L'ARTICOLO

Ritrovata, grazie al Tirreno, la destinataria del regalo di Natale. "Ero andata al mercato per comprare delle scarpe. Avevo messo la busta nella borsa"

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PRATO. Erano da poco trascorse le 16,40 di lunedì quando sulla chat di Facebook è arrivato il primo messaggio. "Ciao sei al lavoro?". Dall'altra parte il nome e il volto di uno dei tanti cosiddetti amici. Di fatto, una persona sconosciuta. E' Sergio Imondi, un odontotecnico che abita sul Monte Oppio, sulle colline dell'Appennino Pistoiese. Ha lo studio in centro a Prato e sa, grazie al profilo Facebook, che sta parlando con una giornalista del Tirreno. Sarà lui, insieme a Marta Taurasi, 22 anni, professione parrucchiera, il protagonista di questa nostra storia a lieto fine. Dove il palcoscenico sono il sito del Tirreno, il "passaparola" di Facebook e il sommario del buon caro vecchio giornale.

Sergio aveva in tasca seicento euro. Seicento euro non suoi ma il regalo di Natale di una mamma alla figlia. Li aveva trovati al mercato settimanale la mattina, buttati a terra, in una busta insieme a un biglietto dove in poche righe mamma Antonella scriveva alla figlia di volerle bene anche se a volte era "una rompiballe". Ed è proprio questa parola insieme al nome della figlia, Marta appunto, che hanno spinto Sergio a pensare che sì, con un po' di impegno e l'aiuto del Tirreno, avrebbe potuto ritrovare la legittima destinataria di quei soldi. Da quella frase sulla chat all'appello sul sito e sul giornale è stato un attimo. Giusto il tempo di capire che il signor Imondi la stava raccontando giusta

Ha avuto ragione. Trovare la “misteriosa” Marta non era una missione impossibile.

«Stavo passeggiando al mercato - racconta Imondi - quando una persona davanti a me inavvertitamente ha dato un calcio a una busta. Ho abbassato lo sguardo e mi sono incuriosito: l'ho raccolta e dentro c'erano dei contanti, qualche foglio da 50 e altri da 20. Seicento euro in tutto. Insieme un biglietto di auguri con un messaggio firmato "tua mamma". Poche righe e un nome, quello della figlia». Sergio si è guardato intorno ma nessuno, nella calca del mercato in un giorno quasi festivo, stava cercando niente. Ha aspettato un po' e poi si è messo quella busta in tasca.

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Anche Marta era al mercato. Era con sua madre. Nella busta aveva messo il regalo di mamma ma anche un po' della tredicesima. «Ero lì per farmi un regalo. Volevo comprare delle scarpe, eventualmente un vestito», racconta. «Avevo messo la busta in borsa dentro una tasca con la cerniera. E' una borsa che si chiude su se stessa. Pensavo di aver chiuso bene ma evidentemente non è stato così....».

Quando Marta ha cercato la busta con i soldi non c'era più. «L'ho cercata ma non sono riuscita a trovarla. Sono stata male tutto il giorno. Non abbiamo fatto neppure la denuncia: chi oggigiorno avrebbe mai restituito dei contanti? "Sergio intanto era tornato a casa e aveva mostrato alla moglie i soldi e il biglietto. Hanno letto insieme il messaggio. «Niente di speciale, solo un augurio di una madre alla figlia - continua a spiegare Imondi - ma ci siamo commossi. E abbiamo deciso che avremmo provato a restituirli».

Da lì l'idea di contattare i giornalisti amici di Facebook di cui ogni tanto leggeva gli articoli. L'appello è stato pubblicato e in pochi minuti la rete ha fatto il resto. Un messaggio di speranza che è rimbalzato di profilo in profilo finché un collega di Marta ieri mattina le ha fatto vedere l'articolo sul cellulare. «Ho subito notato la foto del mercato e ho capito: erano i miei». Anche il padre di Marta che invece aveva letto il giornale aveva chiamato poco prima la redazione. Sono bastate poche domande per capire che era lei la Marta del biglietto. Poche ore prima aveva chiamato anche un'altra persona, un uomo, ma non era stato in grado di rispondere alle domande. Ci ha provato, gli è andata male.Ieri, prima dell'ora di pranzo, l'incontro in via Ferrucci dove la ragazza lavora. Marta, Sergio, noi del Tirreno e i colleghi del negozio .

Un abbraccio, tanta emozione. E quel biglietto, con i soldi, tornato nelle mani giuste. «Non so come ringraziarti», ha ripetuto come una nenia la giovane. Con quel sorriso e l'emozione. Ha pensato Sergio.«Sono contento così», le ha detto. « E dai un bacio a quella “rompiballe” di mamma. Ricordatelo sempre, ti vuole bene».

 

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