Il Tirreno

Prato

i nostri soldi

Effetto elezioni sulle spese, a Prato eventi raddoppiati

di Paolo Nencioni
La discussione sul bilancio in consiglio comunale il 1° luglio 2014
◗
La discussione sul bilancio in consiglio comunale il 1° luglio 2014

Il governo mette in rete tutte le voci di bilancio e spunta qualche sorpresa legata al voto di maggio. La spending review lascia tracce ma non dappertutto e non in tutti capitoli della contabilità

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Smaltimento dei rifiuti, spese per il personale, trasporto pubblico. Sono queste le tre voci più importanti nel bilancio dei Comuni. Ci si sarebbe aspettati che i continui tagli dei trasferimenti statali avessero obbligato gli enti locali a una severa “spending review”, ma non è così dappertutto, e non è così per tutte le voci di bilancio. Le cifre pubblicate sul sito governativo www.soldipubblici.gov.it e di cui ieri, 29 dicembre, ha parlato anche il premier Matteo Renzi, mostrano per Prato almeno un’anomalia legata alla spesa per gli eventi, più che raddoppiata tra il 2013 e i primi undici mesi del 2014. Lo potremmo chiamare “effetto elezioni” se non fosse che in altri Comuni, con la parziale eccezione di Poggio a Caiano, la spesa resta uguale o diminuisce.

Gli eventi. Prato ha speso 779.000 euro nel 2013 per organizzare eventi e ne ha spesi 1.627.000 nei primi undici mesi del 2014. Dunque la cifra è più che raddoppiata. Presumibilmente si tratta in gran parte dello sforzo compiuto dalla giunta Cenni in vista delle elezioni, quando gli eventi portavano oggettivamente lustro a un’amministrazione che cercava la riconferma. Poggio passa da 158.000 a 213.000. Qui forse pesa l’Assedio alla Villa, ma colpisce la differenza con l’altro comune mediceo, Carmignano, che pure organizza qualcosa (il San Michele) ma si ferma a 15.000. Cantagallo, per dire, che già spendeva la miseria di 6.000 euro, ne spende 1.300.

Smaltimento rifiuti. Questa voce è la più grossa ed è legata a contratti di servizio con le aziende municipalizzate, ma anche qui c’è chi spende meno e chi molto di più. Il secondo caso è quello del Comune di Vaiano, che passa da 838.000 euro a 2.927.000. Montemurlo ha sbagliato a inserire la cifra del 2013 (impossibile che abbia speso solo 353 euro) e nel 2014 ne spende 8.451.000. Balzo in avanti anche per Poggio a Caiano (da 747.000 a 2.155.000 e Carmignano (da 1.835.000 a 3.047.000).

Personale. La sforbiciata più evidente è quella di Prato, che passa dai 24.969.241 euro del 2013 ai 20.523.010 dei primi mesi del 2014. La spesa cala anche a Montemurlo, Vaiano, Poggio a Caiano, stabile a Carmignano, aumenta a Vernio e Cantagallo.

Trasporti. Anche questa voce è legata ai contratti con le aziende di trasporto (per esempio la Cap), ma c’è chi riesce a diminuire l’esborso tra il 2013 e il 2014; e chi invece lo aumenta. Prato passa dagli 8.605.000 euro del 2013 ai 7.322.000 del 2014, Montemurlo da 284.000 a 206.000, Carmignano da 198.000 a 153.000. E invece Vernio è stabile sui 121.000, Vaiano aumenta da 244.000 a 251.000, Cantagallo passa da 88.000 a 113.000, Poggio a Caiano da 98.000 a 137.000.

Indennità. Anche qui si trovano tracce di una bella sforbiciata alle spese, soprattutto a Prato, che nel 2013 per le indennità degli amministratori ha speso 1.316.000 euro e nei primi undici mesi del 2014 si è fermato a 854.000. Questa voce è in calo anche a Carmignano (da 121.000 a 87.000) e Poggio a Caiano (da 64.000 a 46.000), ma non a Vernio (dove aumenta da 53.000 a 69.000) e a Cantagallo (da 39.000 a 45.000). Stabile, ma in prospettiva in crescita, a Vaiano (103.000 a fronte di 104.000) e Montemurlo (131.000 a fronte di 145.000).

Straordinari. Sembrava che fossero più difficili da fare nel pubblico impiego ma evidentemente si fanno. A Prato la spesa è scesa da 505.000 euro a 433.000, a Montemurlo si è quasi dimezzata (da 48.000 a 27.000), a Vernio è stata abbattuta (da 7.000 a 1.000), mentre a Cantagallo è raddoppiata (da 5.000 a 10.000) e a Carmignano è stata contenuta (da 15.000 a 10.000).

Telefoni. Qualche segnale di “spending review” si coglie anche nelle spese per le telefonate, soprattutto a Prato, dove si passa da una spesa complessiva di 773.000 a una di 540.000 nei primi undici mesi del 2014. Gli altri comuni della provincia calano di poco o restano sostanzialmente stabili.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera