Il Tirreno

Prato

la storia di natale

Se il vicino cinese si presenta con un pacco di regali...

di Maria Lardara
La cesta di Natale donata dal cinese alla vicina di casa
◗
La cesta di Natale donata dal cinese alla vicina di casa

Debora e Fabio litigavano quasi tutti i giorni, poi lui ha suonato il campanello e ha portato i biscotti di Mattonella. Una difficile convivenza a lieto fine

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Lei, lui e il Natale. Festa che scalda i cuori, che unisce culture diverse, che può diventare pretesto per conoscersi meglio. Contro ogni pregiudizio. Quella di Debora e Fabio è una storia di conoscenza reciproca sbocciata sotto l’albero. I due protagonisti vivono a Cafaggio. Abitano in due casette a schiera confinanti l’una con l’altra. Pratese lei, cinese lui, anche se “italianizzato” nel nome. Semplicemente, due persone con ritmi e abitudini diverse. Studentessa di ingegneria la prima, lavoratore e padre di tre bambini lui. Nella convivenza fra i due vicini di casa non sono mai state rose e fiori. Fino all’altro giorno, quando Fabio ha suonato al campanello di Debora. Non per lamentarsi o litigare. Il vicino di casa con gli occhi a mandorla è stato capace di stupire la ragazza italiana che ha ricevuto degli auguri di Natale inaspettati. E per "addolcire" il momento, le ha regalato anche una cesta di prodotti pratesi e toscani, incluso un pacco di biscotti di Mattonella.

Succede così che talvolta bastano una parola, un sorriso o una stretta di mano per risolvere quei conflitti con la porta accanto che sembrano insormontabili. Per questo Debora ha voluto raccontare la esperienza sul gruppo di Facebook “Sei di Prato se” che racchiude aneddoti e storie di Prato, suscitando diversi commenti (ben 120 post). Il lieto fine della storia era tutto fuorché scontato.

«Con Fabio – scrive Debora – ho “leticato” (alla pratese, ndr) per la taglia e cuci fino alle 3 di notte. A Fabio – continua la ragazza – ho fatto mandare i controlli». Raggiunta telefonicamente, Debora ci spiega che «il suo vicino di casa, appena arrivato, lavorava fino a tardi» e che «soprattutto d'estate era fastidioso». Nulla di diverso dai “classici” problemi di convivenza, insomma. Ma anche Fabio non le ha mandate a dire alla sua vicina di casa. «Qualche mese fa – riprende la ragazza - mentre stavo facendo le pulizie di sabato mattina, mi chiese di spengere la musica perché stava dormendo. Era quasi mezzogiorno. Gli risposi male e a tono». Ma il vicino cinese è lo stesso che riporta a casa di Debora Gino, il suo gatto, tutte le volte che si smarrisce. E Debora, dal canto suo, si è ritrovata ad accudire i suoi figli quando il padre era fuori. Alla base, insomma, c’erano tutti gli ingredienti per instaurare una sana relazione tra vicini di casa.

La ciliegina sulla torta è stata quando l’altro giorno Fabio s’è presentato da lei con una cesta piena di cantucci, pasta, caffè, olio, vino, lenticchie, torrone, panforte e altri prodotti della tradizione culinaria nostrana. Il suo discorso è stato questo: «Io e Lina (la figlia di 9 anni, ndr), mia moglie e gli altri bambini, ti auguriamo buon Natale a te e alla tua famiglia. Tu ti sei ricordata del Capodanno cinese e mi hai dato gli auguri. Io adesso faccio a te. Ciao vicina!». Debora era imbarazzata. Non sapeva il perché di quel gesto. «Non me l'aspettavo: la mattina dopo sono andata a comprare dei giocattoli per i suoi bambini che erano molto felici. La convivenza non è sempre facile, per usi e costumi molto diversi. Basterebbe poco per convivere pacificamente e, a volte, una parola o un sorriso fanno molto di più di tante leggi. Certo è che non sempre la faccenda è cosi semplice. Spero che ci siano altre come quella che ho voluto raccontare e che molti pratesi non siano più indifferenti e con pregiudizi. Il buono e il poco buono ci sono dappertutto. Basta conoscersi!».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera