Da unità di ricerca clinica a Polo oncologico scientifico
PRATO. E’ nel 2009 che viene attivata l’Unità di ricerca traslazionale dell’Asl di Prato con l’obiettivo di trasferire in ambito clinico le scoperte compiute nella ricerca. Ma è dal 2004 - con l’arriv...
PRATO. E’ nel 2009 che viene attivata l’Unità di ricerca traslazionale dell’Asl di Prato con l’obiettivo di trasferire in ambito clinico le scoperte compiute nella ricerca. Ma è dal 2004 - con l’arrivo dell’attuale direttore del polo oncologico Angelo Di Leo - che c’è la svolta. Nel 2004 nasce l’Unità di ricerca clinica, in quello successivo si costituisce l’Istituto toscano tumori di Prato che entra nella rete regionale dei servizi oncologici mentre è nel 2006 che viene istituito l’Unità di ricerca traslazionale - tra le prime in Europa - che collabora con l’Unità operativa di oncologia e di anatomia patologica. I servizi aumentano: nel 2007 viene aperto l’hospice, nel 2008 nasce l’Unità operativa di radioterapia e nel 2009 viene acquistata una Pet e installata nell’Unita operativa di medicina nucleare. E’ del 2009, con l’attivazione del laboratorio traslazionale, che arriva anche il riconoscimento, da parte della Regione, del Polo oncologico clinico scientifico di Prato.
Tre gli obiettivo del polo: cure innovative nel campo oncologico, attività scientifica per la ricerca di nuove terapie e formazione per i giovani oncologici.
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