La fabbrica che brucia plastica preoccupa i cittadini di Usella
CANTAGALLO. «All’improvviso l’aria diventa irrespirabile e siamo costretti a chiudere le finestre, non usciamo più a fare passeggiate e non mangiamo più le more dei boschi qui vicino: quel fumo e...
CANTAGALLO. «All’improvviso l’aria diventa irrespirabile e siamo costretti a chiudere le finestre, non usciamo più a fare passeggiate e non mangiamo più le more dei boschi qui vicino: quel fumo e quell’odore ci spaventano». I residenti di Usella da circa un anno protestano per i cattivi odori che si sprigionano dalla fabbrica W&K Plastic, un’azienda che si occupa di riciclaggio di materiale plastico, il cui titolare è un cittadino cinese, Wei Chang Gui. «L’azienda è arrivata qui da Montemurlo – dicono i residenti – Non sappiamo perché si sia trasferita, ma da quando è arrivata la nostra vita è peggiorata notevolmente, vogliamo sapere se tutto è in regola perché l’odore è insopportabile. Lavorano giorno e notte senza orari, è una situazione pesante». A giugno i cittadini hanno fatto un esposto ad Arpat e, in attesa di una risposta, hanno raccolto anche decine di firme di protesta. Protesta raccolta dalla lista civica Vivere Cantagallo che proprio nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale per conoscere la realtà sulla situazione dell’azienda. «E’ giusto dare ai cittadini delle risposte sicure – dice il consigliere Fabrizio Fabbri – Non si può avere il sospetto di vivere accanto a qualcosa di potenzialmente nocivo».
«Stiamo monitorando la situazione – spiega il sindaco di Cantagallo, Guglielmo Bongiorno- ma per ora non abbiamo trovato irregolarità. Il 31 luglio ho chiesto alla polizia municipale di fare un controllo intorno alle 22,30, ma non hanno rilevato né fumi né cattivo odore». Del resto a giugno, quando alla W&K Plastic ci fu un principio di incendio i vigili del fuoco fecero un verbale in cui accertarono che l'impianto di aspirazione dei fumi doveva essere adeguato, che dovevano essere ottemperate alcune norme di sicurezza e che entro 30 giorni doveva essere smaltito del materiale che si trovava nell'azienda. I proprietari della ditta, secondo l'ufficio tecnico del Comune, hanno rispettato i tempi richiesti per mettersi in regola. La W&K Plastic prima di trasferirsi a Usella era in via Milano a Montemurlo. “Mi sono informato - continua Bongiorno – sull'attività prima di concedere l'autorizzazione. A Montemurlo non risulta ci siano mai stati problemi di inquinamento atmosferico, semmai acustico per il passaggi dei camion vicino alle case». (a.a. - l.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
