Quella lap dance per l'amico morto Mercedes Ambrus, il lutto e l'eros
A Campi Bisenzio show erotico della sexystar ungherese per ricordare Riccardo Schicchi, scomparso due anni fa. Una lunga amicizia: la carriera, il sesso e i ricordi
CAMPI BISENZIO. Mercedes ha fatto il suo lavoro, anche nella notte di sabato 13 dicembre. Prima di entrare in scena, seminuda, ha pensato a Riccardo. Poi si è sistemata l'abito e il trucco, ha indossato le scarpe con i tacchi vertiginosi ed è uscita dal camerino, andando in pasto, si fa per dire, a centinaia di maschi eccitati che aspettavano solo lei e le sue curve da sfiorare. Il palo della lap dance era lì, al suo posto. Si è spogliata, ha parlato con loro, ha fatto in modo che sognassero di fare sesso con lei. E quello è stato il modo con cui ha ricordato un uomo. L'amico di una vita. L'amico che non c'è più.
Nel buio della sexy disco Excelsior, a Campi Bisenzio, Mercedes Ambrus è stata la protagonista di una delle veglie funebri meno ordinarie che sono state raccontate. Ungherese, bionda e statuaria, la sexy star si è esibita in un spettacolo erotico «per ricordare Riccardo Schicchi a due anni dalla scomparsa».
Erano amici veri. Si erano incontrati alla metà degli anni novanta. Lui era il talent scout più importante della storia del porno italiano, un manager che poteva cambiare la vita a una donna, trascinandola in un girone di fama e trasgressione: l’uomo di Moana Pozzi, il marito di Eva Henger, il regista delle perversioni di un paese. Lei era la nuova stella del sesso, bella e intelligente, abile nel ritagliarsi un personaggio insolito per il genere: non girava scene di sesso “concreto” e spinto al massimo. Era un'ingegnosa soluzione di propaganda, ideata proprio da Schicchi. E questa curiosa “verginità” ha caratterizzato Mercedes per anni, nell’equilibrio sottile di un sesso promesso e citato, ma non mostrato. Il suo pigmalione è morto due anni fa, il 9 dicembre, vittima delle complicazioni di un grave diabete mellito di tipo 2. E sarebbe bello che l’incasso di questa notte “quasi porno” finisse almeno in parte per aiutare chi soffre di quella malattia e chi ricerca il modo per combatterla.
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Dude e Walter, i due protagonisti del Grande Lebowski, hanno l'idea di lanciare su una scogliera le ceneri di un amico, lasciando che si sparpaglino nell'aria ventosa, fino a depositarsi nelle onde dell'Oceano Pacifico davanti a Los Angeles. Bello, no? Molto, molto poetico. Solo che l'aria, appunto, è ventosa. Le ceneri prendono tutt'altra direzione e investono Dude, ricoprendo la sua folta barba. Insomma il lutto non sfugge alla vita: è doloroso ma a volte anche grottesco. Ci sono lutti che si trasformano in feste o in concerti, in gare sportive o in eventi. Gesti privati e pubblici, dediche simboliche, omaggi spettacolari.
«È talmente bella che sembra difficile da raggiungere. È inarrivabile; per questo stimola la parte nascosta di ognuno di noi»: Schicchi di Mercedes Ambrus parlava così. Forse ieri si sono incontrati.
Chi siamo noi per giudicare se una performance erotica può rappresentare un sentimento di commozione? Siamo nessuno.
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