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Da dieci mesi vivono in tenda dietro la stazione
Ex operaio di Prato di 53 anni e la convivente, entrambi disoccupati, cercano una sistemazione. "Abbiamo trovato solo porte chiuse". Il Comune sta cercando una soluzione, l'indignazione della Lega Nord
PRATO. Vivono all'addiaccio da quasi dieci mesi. Prima per terra col sacco a pelo, poi, da circa dieci giorni, in una tenda regalata generosamente da una residente. Una donna che abita nei pressi del giardino di via Giannone, la strada sul retro della stazione centrale dove si sono sistemati Giuseppe Russo, pratese di 53 anni e la convivente Silvia Sara, di origine veneta. Una sistemazione a dir poco precaria per la salute e per la sicurezza: a due passi dal campo di sgambatura dei cani e in una zona che durante la notte diventa poco raccomandbile. Per di più, con l'avanzare dell'inverno l'aria si è fatta sempre più rigide, alcuni giorni il campo era brinato.
"Ovunque siamo andati abbiamo trovato solo porte chiuse - lamenta Russo - Ci danno dei bugiardi ma quello che raccontiamo è la verità. Non è più possibile e dignotoso vivere così. E diventa anche ogni giorno più pericoloso: durante la notte girano persone strane, ci hanno già rubato dentro la tenda e fanno i bisogni a pochi metri". Giuseppe racconta che si trova in questa situazione da circa dieci mesi, più o meno da quando è morta la mamma che li ospitava in casa.
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"Ho lavorato a lungo in aziende tessili, ho fatto anche il muratore. Ma ultimamente non sono riuscito più a trovare nemmeno qualche lavoretto saltuario, non c'è lavoro. Quello che chiedo è principalmente un tetto, la possibilità di avere un piccolo alloggio con un bagno. Sono dieci mesi che utilizziamo i bagni della stazione, ci laviamo lì oppure alla fontana". Il caso di Giuseppe Russo e della compagna è all'attenzione del Comune solo da pochi giorni, in quanto, come sostengono gli uffici, "la coppia non si era mai rivolta agli uffici comunali e risultava sconosciuta agli assistenti sociali".
L'assssore al sociale, Luigi Biancalani, ha proposto una soluzione almeno provvisoria, che però prevede la separazione della coppia: la donna da una parte e il convivente dall'altro. Soluzione che i due senzatetto ritengono inaccettabile. La Lega Nord, in un comunicato del commissario provinciale Patrizia Ovattoni afferma che «italiani si trovano senza casa mentre gli stranieri vengono ospitati in alberghi a tre stelle a spese nostre. L’ennesimo spreco contro gli italiani disoccupati che fanno la fame e sono costretti ad abitare in una tenda, come Giuseppe e Silvia".
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