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Le microstorie e la grande Storia si intrecciano al Cdse di Vaiano

di Alessandra Agrati
Alessia Cecconi, direttrice del Cdse
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Alessia Cecconi, direttrice del Cdse

Il Centro custodisce la memoria del territorio in un archivio di 3.500 foto, documenti e testimonianze orali. Poi fa rivivere storie straordinarie come quelle legate alla fabbrica Forti alla Briglia

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VAIANO. La memoria storica, quella legata al territorio è un patrimonio culturale e sociale che deve essere preservato e custodito. Su queste basi, negli anni '80, è nato il Cdse - Centro di documentazione storico-etnografica che nel 2012 si è trasformato in fondazione. La sede è a Vaiano ma il raggio di azione spazia in tutta la Val di Bisenzio e nel comune di Montemurlo. “Siamo l'archivio storico della comunità – spiega la direttrice Alessia Cecconi - abbiamo oltre 3500 fotografie e documenti una parte anche già digitalizzati”.

Oltre alla gestione dell'archivio storico il Cdse gestisce il centro didattico attraverso l' organizzazione di laboratori finalizzati a far conoscere il territorio e la sua storia alle nuove generazioni, conduce ricerche storiche e realizza eventi per mantenere viva la memoria storica. “Abbiamo raccolto tante testimonianze – racconta la direttrice – ma due sono quelle che mi hanno maggiormente colpito: la storia della famiglia Forti e quella del Piroscafo Oria perchè la storia locale si è unita alla Storia, quindi siamo passati da una visione locale a quella più generale”. La famiglia Forti è legata alla frazione La Briglia dove aveva realizzato la prima città fabbrica, ma da studi recenti si è scoperto che i Forti hanno anche salvato il tesoro della Sinagoga di Firenze nascondendola alla Villa del Palco, al tempo di loro proprietà.

“Siamo riusciti a ritrovare il ramo della famiglia che vive in Israele e abbiamo scoperto, tra le altre cose, che il busto di Beniamino Forti, quello che tanti brigliesi ogni giorno trovavano all'ingresso del cortile della fabbrica, ora si trova in una cittadina vicino a Tel Aviv. “ I discendenti Forti hanno inviato una gigantografia come ricordo della statua originale. Lavorando con la memoria il Cdse si trova a lottare contro il tempo: la generazione dei testimoni si sta assottigliando sempre più.”Le nostre priorità – continua Cecconi – sono quindi rivolte alla seconda guerra mondiale, ormai sono rimasti quelli che al tempo erano bambini e oggi sono nonni. Per questo abbiamo coinvolto le classi della scuola media di Vernio per intervistarli e raccogliere le loro testimonianze in modo scientifico”.

Intanto sono iniziati i preparativi per le commemorazioni della prima guerra mondiale, utilizzando anche il materiale raccolto da Annalisa Marchi, presidente del Cdse, negli anni '80. “Tra gli obiettivi del 2015 oltre ad una mostra sulla grande guerra anche la realizzazione del progetto Mappe della memoria 7.0 che prevede la realizzazione di alcune schede tecniche dei luoghi della seconda guerra mondiale. Infine verranno assegnate a fine gennaio tre borse di studio da 500 euro per il Progetto“Immaginare, ascoltare… ricreare il lavoro” e inizieranno le riprese per un cortometraggio su Tosca Martini realizzato dalla scuola del Cinema Anna Magnani

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