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Prato

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"Chiediamo solo il rispetto delle regole per tutti" - Foto

di Emanuele Mercurio
Numeri di telefono scritti su un muro di via Pistoiese
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Numeri di telefono scritti su un muro di via Pistoiese

Più di 100 esercizi cinesi in 400 metri. I superstiti cittadini pratesi si sentono sotto assedio. "Qualcuno ci spieghi perché qui sono consentite cose che altrove non lo sono"

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PRATO. Decoro e rispetto delle basilari regole di convivenza: sono queste le richieste principali dei cittadini del Comitato “via Pistoiese – Macrolotto 0”, aderenti anche alla lista civica Prato Libera e Sicura dell’ex assessore Aldo Milone, che ci hanno accompagnato nel nostro tour nella China Town pratese.

“Ci sentiamo sotto assedio”. Negli ultimi vent’anni il quartiere si è trasformato in una vera e propria China Town: “ci sono più di cento esercizi cinesi in poco più di quattrocento metri di strada” ci dice Giovacchino Pecini, esponente del comitato. Quando i primi migranti asiatici, all’inizio degli anni ’90, si cominciarono a trasferire a Prato per lavorare nella subfornitura di materiale tessile, individuarono proprio nelle fabbriche ormai dismesse del Macrolotto 0 il loro approdo naturale. Da lì è stata un’espansione continua, con nuovi edifici costruiti e nuove attività commerciali aperte a ritmi costanti. Molti italiani, negli anni, si sono trasferiti altrove, e chi è rimasto si definisce “assediato” da una comunità molto chiusa, che fatica ad integrarsi ed a rispettare anche le più basilari regole di convivenza.

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Cosa c’è che non va. Accompagnandoci in giro per il quartiere, i cittadini del comitato ci mostrano i principali elementi a testimonianza del degrado diffuso nella zona: muri imbrattati da scritte, che riporterebbero annunci di lavoro, di dormitori, di bische clandestine e di prostitute; etichette pubblicitarie attaccate ovunque; sporcizia diffusa per terra (“è l’unica zona di Prato dove passano due volte a settimana per la pulizia – ci spiegano –, ma un’ora dopo è già tutto come prima”). E ancora: esercizi alimentari che non rispetterebbero le norme igieniche; mercati ambulanti che in realtà si stabiliscono quotidianamente negli stessi punti, lasciando tutti i rifiuti per terra; ed abitazioni terratetto il cui piano terra sarebbe stato trasformato, grazie ad una norma urbanistica poco chiara, in esercizi commerciali.

“Tutti devono rispettare le regole”. Tra le varie segnalazioni dai cittadini del Comitato “via Pistoiese”, c’è anche l’ex concessionaria Mercedes “Fineschi”, ora trasformatasi in un spontaneamente in un centro commerciale con negozi, supermercati e studi fotografici. “Sono mille metri quadrati al piano terra e mille al primo piano – ci spiegano – e c’è solo una via d’entrata e d’uscita. E inoltre le insegne sono solo in cinese, non in doppia lingua come dovrebbe essere. Noi non siamo razzisti; ma se essere razzisti vuol dire chiedere che tutti rispettino le regole, allora lo siamo”.

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