La guida
Biffoni eletto presidente della Provincia
Candidato unico, ha preso più voti di quelli attesi. Cenni non si presenta. Su una scheda compare la scritta “W il Duce”
PRATO. L’elezione con meno suspence della storia è stata vinta dal candidato unico, Matteo Biffoni, sindaco di Prato e da ieri sera anche presidente della Provincia dimezzata. Quella Provincia che sembrava dovesse sparire e invece è ancora lì, con molte competenze in meno, senza giunta e con un consiglio ridotto all’osso, fatto di gente già eletta in altri enti (sindaci e consiglieri comunali), in un Palazzo Buonamici inutilmente grande e sfarzoso che però, almeno per ora, rimarrà sede dell’ente di secondo grado.
Si chiude così, con un velo di mestizia e nell’indifferenza dei più, un capitolo di quella storia iniziata nel 1992 quando la Provincia di Prato venne creata da una costola di quella di Firenze. Sembrava l’inizio di una stagione di rinnovato entusiasmo autonomista, ma nel giro di poco più di venti anni è arrivato (per tutti, non solo per Prato) il ridimensionamento che assomiglia molto all’anticamera di un’eutanasia.
Qualcuno ieri si è sorpreso che si tenessero le elezioni, anche se di secondo grado, della Provincia, perché nell’immaginario collettivo le Province sono già state abolite. Invece non è così: all’ente di via Ricasoli rimangono le deleghe sull’ambiente, le scuole superiori (dimensioni ed edilizia), le strade provinciali, la pianificazione territoriale, in attesa di ulteriori decisioni del governo. E rimangono anche i dipendenti. A sparire sono soltanto gli assessori (ma il nuovo presidente potrà attribuire delle deleghe) e i loro compensi. Un misero risparmio rispetto a quanto molti hanno creduto o fatto credere. I membri del consiglio provinciale, dieci, parteciperanno alle sedute probabilmente incassando un gettone, ma ovviamente non potranno vivere di questo, anche perché fanno altro.
Questo l’esito dello scrutinio: 79 voti per Matteo Biffoni (che era l’unico candidato alla poltrona), 3 schede nulle e 26 bianche. I votanti sono stati 108 (sui 117 aventi diritto fra consiglieri e sindaci di tutti i Comuni della Provincia) pari al 92,31%. Biffoni è stato il penultimo a presentarsi al seggio, poco dopo le 19, ha scambiato qualche battuta coi presenti e ha depositato le due schede per l’elezione del presidente e per l’elezione del consiglio.
Al termine di un lungo scrutinio, sono risultati eletti i seguenti consiglieri: Emanuele Pacini, Alberto Vignoli, Tommaso Bertini, Giulia Anichini, Emiliano Citarella, Paola Tassi, Filippo De Rienzo e Gabriele Alberti per il centrosinistra, Roberto Cenni e Andrea Antonio Bonacchi per il centrodestra. Cenni non ha votato e su una delle schede nulle è stata trovata la scritta “W il Duce”.
Paolo Nencioni
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