Il presidio
Milone a Biffoni: «Chiedi a Renzi di dare a Prato i beni confiscati»
L’ex assessore alla Sicurezza urbana ricorda la promessa del ministro dell’Interno Alfano sull’impiego del denaro recuperato nella lotta al riciclaggio
PRATO. L’ex assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone, ora capogruppo di Prato libera e sicura, suggerisce al sindaco Matteo Biffoni di chiedere al presidente del consiglio Matteo Renzi di destinare al Comune di Prato i beni confiscati ai cinesi indagati nell’inchiesta Cian Liu, sul riciclaggio di denaro inviato in Cina.
«Avendo letto che la Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) di Firenze sta avviando una procedura per chiedere la confisca dei beni in merito alla nota indagine sui Money Transfer - scrive Milone - attraverso i quali sono stati trasferiti illegalmente in Cina quasi 5 miliardi di euro da imprenditori cinesi, ho subito pensato alla famosa promessa che fece il ministro Angelino Alfano alle istituzioni locali e riportata anche dalla stampa quando nel novembre scorso venne a firmare il Patto per Prato sicura. Alfano dichiarò che i soldi o beni immobili sequestrati o confiscati sul nostro territorio dovevano rimanere sul territorio e quindi riversati nelle casse del Comune come una forma di risarcimento».
«Sarebbe una manna dal cielo - sostiene Milone - poter contare su una cifra del genere, però anche una minima parte dei soldi sequestrati ed eventualmente confiscati potrebbe rappresentare in questo momento un toccasana per le casse del Comune. Con le leggi attuali è quasi impossibile contrastare tale evasione, solo applicando provvedimenti legislativi antimafia il recupero è quasi certo e non come sento dire in questi giorni da qualche assessore che si illude e illude i cittadini dichiarando che il recupero dell'evasione porterà i pratesi a pagare in futuro meno tasse. Fatta questa premessa, mi rivolgo al sindaco Biffoni affinché faccia i dovuti passi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell'Interno, Alfano, per far rispettare l'impegno preso con la città e con le Istituzioni. Queste sono le cose concrete da fare per recuperare risorse finanziarie immediate e non discorsi vacui di promesse che non verranno mai mantenute circa il calo della pressione fiscale in presenza di un ipotetico recupero dell'evasione».
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