Il Tirreno

Prato

«Per una sera il camerino è come fosse a casa mia»

di Azelio Biagioni
«Per una sera il camerino è come fosse a casa mia»

Giorgio Panariello sarà l’atteso protagonista dello show in piazza Mercatale L’artista rilancia il suo progetto di una rassegna cinematografica a Prato

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PRATO. Ci sarà Mario il Bagnino che racconterà come ha vissuto il clima pazzo di quest'estate nella sua Versilia. E poi la new entry suor Cristina. Saranno questi alcuni dei personaggi che Giorgio Panariello porterà in scena il 10 settembre (ore 21,30), nell'ambito del “Settembre pratese”, all'Arena di piazza Mercatale in “Panariello e basta. 2.0”, che chiude la tournée dell'attore (i biglietti possono essere acquistati sui circuiti Box Office e Ticket One). Panariello parla al nostro giornale di come sarà lo spettacolo e del rapporto con la sua città.

Cosa troveremo nel suo spettacolo?

«Vizi e difetti dell'Italia – spiega l'attore – Ma non parlerò solo di cose che non vanno ma anche delle virtù degli italiani. Una fra tutte la solidarietà. E gli italiani quando c'è da fare del bene mettono subito mano al portafogli».

Perché'"Panariello e basta. 2.0"?

«Sul palco ci sono solo io, da qui il titolo – risponde il comico - 2.0 perché mi sono adeguato ai tempi dove si usa il web. Fate conto che sarà una sorta di grande iPhone dove si clicca e si commenta ciò che si vede. Un personaggio nuovo che interpreto è suor Cristina, ha vinto “The voice” e poi è sparita. E la 'mia' suora presenterà la sua canzone “Il Vangelo in una stanza».

L'arena del Mercatale l'attende...

«“Ci crede che sono emozionatissimo? Quando ci fu una delle prime edizioni della Palla grossa avevo detto a Roberto Cenni e a Dante Mondanelli, mie amici e allora amministratori della città, che mi sarebbe piaciuto fare uno spettacolo in questa piazza dove ho avuto modo di esibirmi molti anni fa. E' bello il posto e bello il concetto dell'Arena».

Sono previsti quattromila pratesi ad applaudirla.

«Quattromila persone non sono noccioline di questi tempi dove si cerca di stare attenti per fa quadrare il bilancio. Felice di essere in mezzo ai pratesi, che poco perdonano e gente comica nell'animo. Per una sera il camerino potrebbe essere casa mia. In un anno ho fatto anche 70 date in giro per l'Italia e la cosa brutta è che quando ti svegli nel cuore nella notte non sai dove ti trovi. Le racconto quello che mi capitò qualche tempo fa. Dato che ogni stanza di albergo è diversa, prima di andare a dormire lascio accesa la luce del bagno per orientarmi di notte, qualora dovessi alzarmi. Una sera dimenticai di farlo, ero a Trieste. Erano le tre, mi sveglio per andare alla toilette ed invece di imboccare la porta giusta ho aperto quella che da sul corridoio, per fortuna la porta non si è chiusa altrimenti sarei dovuto andare alla reception in mutande” (e ride, ndr) »

La scelta di terminare la tournée a Prato è voluta o casuale?

«Voluta. Abito qui da diciotto anni e mi sembrava giusto concludere a Prato questa bella esperienza che ho portato lungo lo Stivale. Prato è la città dove ho scelto di abitare e che vivo ogni volta che ci torno. Faccio la passeggiata nel Corso oppure arrivo fino al Duomo e, se il tempo è buono, vado a camminare sulla ciclabile».

Giorgio Panariello, Prato e i pratesi. che rapporto c'è?

«Direi ottimo. Penso, però, che i pratesi possono meritare di più. Anche perché Prato ha potenzialità enormi. Vedo i ragazzi che al sabato sera vanno a Pistoia piuttosto che a Firenze o in Versilia. Bisogna riscoprire di più la nostra città e riprendersi il centro».

Idee per rilanciare Prato?

«Quando per il sindaco Roberto Cenni ero consigliere speciale per la promozione turistica e culturale l'idea era quella di fare qui una rassegna cinematografica sulla commedia all'italiana. Sarebbe un'ottima cassa di risonanza, grazie all'attenzione che i media potrebbero dare alla cosa. Ma c'è troppa burocrazia di mezzo che spesso stoppa le cose. Spero che Matteo Biffoni sia in grado di snellirla».

I prossimi impegni sono tutti incentrati sul cinema.

«Sì, il 16 ottobre esce nelle sale cinematografiche “...E fuori nevica” di Vincenzo Salemme col quale si è creato un gran bel connubio».

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